Karlsruhe dice no alla schedatura

Il Badisches Staatstheater dice no a un’inchiesta del Parlamento di Stoccarda promossa dall’AfD per conoscere quanti stranieri lavorano nei teatri

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Il Badisches Staatstheater di Karlsruhe
Il Badisches Staatstheater di Karlsruhe

Sta provocando forti malumori l’inchiesta promossa dall’AfD al Parlamento dello Stato federale del Baden-Württemberg. I rappresentanti della formazione politica di estrema destra vogliono sapere quanti stranieri lavorano nei teatri, che ricevono finanziamenti pubblici nel Baden-Württemberg. Rainer Balzer, vice-capogruppo dell'AfD al Parlamento di Stoccarda, spiega così l’iniziativa: “La questione della nazionalità degli artisti ha come obiettivo una valutazione realistica dello status quo e una valutazione della qualità dei propri giovani artisti in un confronto internazionale”. Nonostante il tono rassicurante, preoccupa soprattutto la posizione del partito sulla cultura, che predica, ad esempio, un maggiore impegno dei teatri lirici nel repertorio tedesco, per non citare quanto Marc Jongen, principale ideologo dell’AfD, ha dichiarato nel gennaio 2017: “Sarà un piacere per me affrontare la questione della “Entsiffung” del settore culturale”. Il termine intraducibile “Entsiffung” allude alla eliminazione della sifilide, “siffi”, e richiama una ideologia razzista, che identificava il termine “Zivilisation” con “Syphilisation” predicando un ritorno a una presunta purezza culturale del paese. 

Se tali iniziative non sono una novità nell’est della Germania, in cui l’estrema destra è molto forte, lo sono per uno stato della Germania occidentale, dove più di una manifestazione di rifiuto sta emergendo. Il Ministero per le Arti del Baden-Württemberg, ad esempio, ha accettato di dar seguito alla richiesta dell’AfD: “Secondo la nostra Costituzione, tutti i gruppi parlamentari hanno il diritto di formulare richieste di informazioni” ha detto il portavoce del Ministero, Roland Böhm, che conferma che il censimento è in corso. Più controversa la risposta dello Staatstheater di Stoccarda, la più grande impresa culturale del Baden-Württemberg con oltre mille dipendenti: il responsabile della comunicazione, Thomas Koch, conferma che il teatro rispetterà le indicazioni del Ministero della Arti ma ammette un dissenso molto diffuso fra i lavoratori. 

Meno istituzionale la risposta di altre organizzazioni culturali, come il Badisches Staatstheater di Karlsruhe che annuncia una mobilitazione per il 6 luglio nella Hermann-Levi-Platz, la piazza antistante il teatro, sotto lo slogan “Insieme contiamo di più – proteggiamo la libertà della cultura”. In un durissimo comunicato il teatro denuncia: “questa richiesta non è innocua e mira al cuore della nostra comprensione dell'arte e della cultura: libertà, apertura, diversità e varietà.” Il comunicato continua: “non vogliamo lasciarci dividere in persone con passaporto tedesco e straniero, il che contraddice il nostro concetto di arte e di ciò che viviamo ogni giorno nei teatri di questo paese: una convivenza pacifica e tollerante e un atteggiamento costruttivo quando c’è un disaccordo. I teatri in Germania sono luoghi in cui si riflettono i colori, la ricchezza e lo spettro sconfinato delle diverse culture di questo paese. I teatri riflettono la realtà sociale che l'AfD non vuole riconoscere.” E conclude: “l'indagine del Parlamento regionale suscita timore e insicurezza, non solo tra i dipendenti con passaporto straniero, ma tra tutti noi. Perché se non prendiamo posizione in maniera chiara adesso, dobbiamo temere che la prossima indagine riguardi l'appartenenza religiosa, l'orientamento sessuale o le convinzioni politiche. Non vogliamo che questo accada. Il Badisches Staatstheater è e rimane un luogo di diversità vissuta e di apertura.” 

 

 

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