Inizia con Otello la stagione lirica triestina

In calendario sei opere dal 4 novembre

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Il Teatro Verdi di Trieste
Il Teatro Verdi di Trieste

Il 4 novembre inizia la stagione d’opera e balletto 2022/2023 del Teatro Verdi di Trieste. Fino a maggio sono in programma sei titoli d’opera (Otello,  La Bohème,  Macbeth,  I Capuleti e i Montecchi,  Orfeo ed Euridice,  Turandot)  e uno di balletto (Romeo e Giulietta).

Così presenta la nuova stagione lirica il sovrintendente del teatro Giuliano Polo: “Considero questa stagione una vera ripartenza, dove dobbiamo onorare alcuni impegni presi e poi rimandati causa pandemia, ma dove c’è anche una forte concentrazione di nuove produzioni, che daranno luce alle maestranze del Verdi, nonché progetti di collaborazione che spero diventino legami artistici sempre più forti per il futuro”. E sottolinea anche l’impegno di divulgazione del teatro, che si manifesta sia nelle scelte artistiche non elitarie sia nella politica dei prezzi.

I titoli e i cast sono stati pensati con l’intento di rafforzare il ruolo di Trieste come crocevia di culture tra Mediterraneo e Mitteleuropa, tra ovest ed est europeo, potenziando le collaborazioni oltre confine e proseguendo la ricerca di nuovi talenti dai territori emergenti nel mondo ormai globalizzato dell’opera. Di conseguenza si osserva una certa scarsità di voci italiane.

   Si comincia con Otello  di Verdi, che è tra le opere più rappresentate nella storia del Teatro ma manca da vari anni. Sarà riproposto l’allestimento del 2010 con la regia di Giulio Ciabatti. Dirigerà Daniel Oren, ben conosciuto e apprezzato dal pubblico triestino; con lui si alternerà Ivan Ciampa, affermatosi nei principali teatri internazionali come interprete del grande repertorio italiano. Saranno due anche gli interpreti del Moro di Venezia: il primo è Arsen Soghomonyan, tenore armeno di indiscutibile prestigio internazionale, il secondo è Mikheil Sheshaberidze, giovane talento georgiano che ha completato la sua formazione in Italia. Vengono rispettivamente dall’Armenia e dalla Georgia anche le due interpreti di Desdemona: sono Lianna Haroutounian, considerata uno dei migliori soprani verdiani della sua generazione e regolarmente ospite nei migliori teatri del mondo, e Salome Jicia, che il pubblico italiano ha già avuto varie occasioni di ascoltare ed apprezzare. Da seguire con interesse lo Jago del russo Roman Burdenko. Questo spettacolo sarà portato anche a Udine il 14 gennaio e a Pordenone il 26 maggio 2023.

Il 2022 si chiude con La Bohème,  diretta da Christopher Franklin in un nuovo allestimento di Carlo Antonio De Lucia. In scena interpreti giovani, vocalmente e scenicamente convincenti: nel ruolo di Mimì si alterneranno Lavinia Bini e Filomena Fittipaldi, in quello di Rodolfo Alessandro Scotto di Luzio e il portoghese Carlos Cardoso.

Il 2023 si aprirà invece il 27 gennaio con Macbeth  di Verdi, riproposto nel celebrato allestimento firmato nel 2013 dal regista  Henning Brockhaus. Ne sarà protagonista Giovanni Meoni in alternanza col giovane coreano Leon Kim. Lady Macbeth sarà Silvia Dalla Benetta, cui è stato assegnato dalla critica musicale italiana il premio Abbiati 2021 proprio per la sua interpretazione di questo personaggio; in alcune recite la sostituirà l’olandese Gabrielle Mouhlen. Due anche gli interpreti di Macduff: Antonio Poli e Riccardo Rados. Sul podio Fabrizio Maria Carminati.

A febbraio I Capuleti e i Montecchi,  uno dei vertici del ristretto catalogo di Bellini,nell’allestimento firmato dal regista francese Arnaud Bernard. Come nella Bohème  i protagonisti saranno giovani al pari dei personaggi: Romeo sarà il mezzosoprano russo Anna Goryachova, pregevole belcantista, in alternanza con l’ancor più giovane georgiana Sofia Koberidze; la giovanissima Caterina Sala, già applaudita alla Scala, e l’ucraina Olga Dyadiv interpreteranno Giulietta. Sul podio salirà Enrico Calesso, che dirige soprattutto in Austria e Germania, dove si è fatto una solida reputazione.  È prevista anche una recita a Udine il 10 marzo al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Ad aprile sarà il giovanissimo Enrico Pagano a dirigere Orfeo ed Euridice  di Gluck, forse l’opera settecentesca non mozartiana più eseguita al mondo e mai scomparsa dalle scene anche in tempi in cui l’interesse per l’opera di quell’epoca era scarso o nullo. Sarà presentata in un nuovo allestimento curato dal regista triestino Igor Pison. Orfeo sarà interpretato da un’altra triestina, Daniela Barcellona, e da Antonella Colaianni, mentre come Euridice si alterneranno Ruth Iniesta e Chiara Notarnicola.

La stagione lirica del Verdi si concluderà a maggio con la Turandot  firmata dal regista Davide Garattini Raimondi. La direzione sarà affidata allo spagnolo Jordi Bernàcer, regolarmente invitato dai migliori teatri internazionali e ben noto anche in Italia. Nel cast spicca la Turandot di Kristina Kolar, in staffetta con Maida Hundeling. Accanto a lei il Calaf del tunisino Amadi Lagha, quasi un debuttante in Italia, ma ben noto ai pubblici francesi e tedeschi, e la Liù della russa Ilona Revolskaya.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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