Ancora polemiche fra Daniele Gatti e l’Orchestra del Concertgebouw 

Un’intervista al general manager dell’orchestra Jan Raes rinfocola le polemiche e i legali del direttore italiano annunciano azioni legali 

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Jan Raes, general manager del Concertgebouw
Jan Raes, general manager del Concertgebouw

Daniele Gatti annuncia azioni legali contro il management della Concertgebouw Orchestra. La polemica fra il direttore italiano e i responsabili dell’orchestra si è riaccesa dopo l’intervista pubblicata ieri dal quotidiano olandese Algemeen Dagblad al general manager dell’orchestra, Jan Raes, che tornava sul clamoroso allontanamento del direttore a seguito di presunte molestie nei confronti di alcune orchestrali seguite alla pubblicazione dell’articolo del quotidiano Washington Post lo scorso 26 luglio. Nell’intervista, Raes non ha dato dettagli, trincerandosi dietro la necessità di tutelare la riservatezza pretesa dalle accusatrici: «… Le donne che hanno avuto il coraggio di venire a riferire hanno chiesto di mantenere la riservatezza. Ciò significa che io stesso non conosco tutti i fatti. Solo il confidente lo sa. Quindi non posso dire nulla a riguardo. Si tratta di persone che si sentono a disagio e in pericolo e il nostro compito è quindi quello di proteggerle …». Sempre secondo Raes, a Gatti sarebbe stata data la possibilità di discutere delle pesanti accuse riportate sul Washington Post con il Consiglio di Amministrazione dell’orchestra in presenza dei suoi legali «più volte», aggiungendo che «fin dal primo giorno abbiamo chiesto consulenza legale. Nessuna conversazione con Gatti è stata condotta singolarmente, da quando abbiamo saputo che una cosa del genere era apparsa sul Washington Post. Ci abbiamo lavorato più a lungo di quanto qualcuno potrebbe sospettare. A giugno eravamo già stati informati che qualcosa sarebbe apparso in quel giornale. Questo ci disse il management di Gatti in preda al panico». Sempre secondo Raes, l’intero articolo sarebbe stato inviato ai responsabili dell’orchestra un paio di volte, dando così tempo di avviare i necessari accertamenti. Ad articolo pubblicato, racconta Raes nell’intervista, «ho inviato una lettera all'orchestra e al personale dicendo che avremmo indagato a fondo e richiamando la loro attenzione sulle nostre tre fonti. In seguito, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni. ... Il Washington Post è stato un catalizzatore», aggiungendo comunque che «Non ci basiamo su semplici voci. Questo è pericoloso! Dopo la decisione un altro incidente è stato portato alla nostra attenzione, ma la persona non ha voluto denunciarlo. … Abbiamo preso la nostra decisione basandoci solo su denunce formali». Quanto alle misure discusse dal management dell’Orchestra del Concertgebouw, «abbiamo preso in considerazione diversi scenari, da “può accadere” a quello che poi è stato deciso, e in realtà abbiamo cercato di aiutare Gatti in tutte le discussioni. La fiducia è rapidamente svanita, fino alla fase finale, in cui Gatti stesso ha chiuso la conversazione. Non so perché». 

Durissima la reazione dei legali di Gatti, che si dichiarano molto stupiti che i responsabili dell’orchestra abbiano voluto rompere il silenzio nonostante l’accordo di non rilasciare dichiarazioni durante le trattative fra rappresentanti legali delle due parti. Inoltre, secondo quanto specifica il comunicato, il Maestro Gatti si riserva il diritto di fornire la propria versione dei fatti, contestando nel frattempo alcune delle affermazioni rilasciate da Raes nell’intervista all’Algemeen Dagblad.E gli stesso avrebbe infatti informato la direzione dell’orchestra sulla pubblicazione dell’articolo da parte del Washington Poste di aver avuto numerosi colloqui con i responsabili senza assistenza legale ma su questioni non citate nell’articolo. Nonostante Gatti abbia sempre negato le accuse, i colloqui sarebbero stati condotti con un chiaro spirito accusatorio. Gatti, inoltre, sarebbe venuto a conoscenza delle accuse di «episodi inappropriati con orchestrali di sesso femminile della Royal Concertgebouw Orchestra» soltanto dal comunicato pubblicato dalla direzione dell’orchestra lo scorso 2 agosto, affermazione che il direttore d’orchestra ritiene «falsa, offensiva e di contenuto diffamatorio». Una volta presa la decisione di risolvere il contratto con Gatti, i suoi avvocati sarebbero riusciti a incontrare il management dell’orchestra solo lo scorso 19 novembre, nonostante le richieste di chiarimento immediatamente dopo la decisione, e di non essere riusciti ad avere accesso alle prove delle accuse nei confronti del direttore. In quell’occasione, secondo quanto sostengono i legali di Gatti, Jan Raes avrebbe negato che le accuse a Gatti potessero essere definite “molestie sessuali”. Infine, quel che è più grave, Gatti non sarebbe stato informato delle accuse a lui rivolte e della decisione di risolvere il suo contratto se non a cose fatte, vedendosi così rifiutato il legittimo diritto alla difesa da accuse ingiuste che fermamente rifiuta. Preso atto della situazione e del rifiuto della direzione dell’Orchestra del Concergebouw di trovare una soluzione in via amichevole, i legali di Daniele Gatti annunciano un’azione legale. 

Il caso Gatti continua. 

 

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