Addio a Helmuth Rilling
Si è spento a 92 anni il direttore d’orchestra che ha portato le cantate di Bach nel cuore del mondo
16 febbraio 2026 • 2 minuti di lettura
Il mondo della musica piange la scomparsa di Helmuth Rilling, direttore d’orchestra e didatta tedesco, morto all’età di 92 anni nella sua casa a Warmbronn, nei pressi di Stoccarda. La notizia è stata comunicata dalla Internationale Bachakademie di Stoccarda, istituzione da lui fondata e diretta fino al 2013. Rilling non era soltanto un raffinato interprete, ma anche una figura fondamentale per la diffusione e la comprensione della musica sacra, particolarmente quella di Johann Sebastian Bach, al quale ha dedicato l’intera carriera concertistica e didattica.
Nato nel 1933 a Stoccarda, Rilling iniziò giovanissimo la sua attività musicale, fondando ancora da studente la Gächinger Kantorei nel 1954. In seguito istituì il Bach-Collegium Stuttgart nel 1965 e la Internationale Bachakademie Stuttgart nel 1981, centri di ricerca e prassi esecutiva che hanno contribuito a imporre in tutto il mondo un’interpretazione storicamente informata del repertorio barocco. Fu tra i primi direttori a registrare integralmente tutte le cantate bachiane, culminato nella registrazione di 172 CD pubblicati nel 2000, considerato un punto di riferimento per gli studi bachiani. Accanto all’impegno nella musica di Bach, Rilling promosse la musica corale romantica e contemporanea, collaborando con orchestre come i Wiener Philharmoniker e la New York Philharmonic e dedicandosi all’insegnamento e alla formazione di giovani musicisti attraverso le Bach Academy sparse in Europa, Asia e Stati Uniti. In Italia si ricordano una serie di concerti sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano nel 2007 e nel 2010, e una tournée con la Messa in si minore di Bach sul podio dello Junges Stuttgarter Bach Ensemble nel 2012.
La sua eredità artistica e spirituale si riflette nelle sue parole: «La musica non dovrebbe mai essere semplicemente confortevole, mai fossilizzata, mai rassicurante. Dovrebbe scuotere le persone e raggiungerle nel profondo, costringendole a riflettere». Rilling definiva la musica stessa come un atto di comunicazione e condivisione, non un semplice esercizio tecnico, e spesso ribadiva che «la musica non è un lusso, è una necessità, un’espressione dell’anima umana».