Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso: presentata la seconda edizione
Il 7 maggio scorso, nella sede dell'Orchestra Sinfonica di Milano, vincitrice della prima edizione del Premio Bosso, è stata annunciata la data di apertura del secondo concorso Ezio Bosso: iscrizioni dal 1° settembre 2026
11 maggio 2026 • 3 minuti di lettura
Il Premio alla Divulgazione Musicale Ezio Bosso, con Dominique Meyer presidente del Comitato Scientifico, torna nel 2026 con una seconda edizione ancora più ambiziosa. Dal 1° settembre si apriranno ufficialmente le candidature, con un regolamento che è stato semplificato. Infatti accanto ad associazioni e fondazioni potranno partecipare anche singoli divulgatori, aprendo il concorso a musicisti, intellettuali e operatori culturali impegnati nella diffusione della musica, offrendo così a nuovi protagonisti del settore l’opportunità di entrare in un progetto sempre più centrale nel panorama culturale.
In occasione della ripartenza dell'unico riconoscimento alla diffusione della musica colta in Italia e in Europa, il 7 maggio scorso all'Auditorium Verdi, ospiti dell’Orchestra Sinfonica di Milano, vincitrice della prima edizione del Premio Bosso, si è tornati a parlare di divulgazione musicale, infatti il premio è nato proprio per sollecitare l'opinione pubblica, le istituzioni e i grandi mecenati sul valore sociale dell’arte dei suoni come educazione all'ascolto reciproco e come strumento di crescita personale.
E per sottolineare l'anima militante di Ezio Bosso e dei suoi amici e collaboratori, l'incontro pubblico sul palco dell'Auditorium Verdi si è chiuso con il celebre violoncellista Luca Franzetti impegnato nei primi due movimenti del Concerto Rotondo di Giovanni Sollima, reso ancora più vivo da un'interpolazione originale di Franzetti dall'inno nazionale statunitense in chiave rock acustico.
Franzetti, avviato alla divulgazione musicale da Claudio Abbado, di cui fu lungamente collaboratore (e che lo introdusse al mondo di El Sistema di Abreu) primo violoncello di Ezio Bosso sia per l'evento bolognese "Grazie Claudio!" in occasione dei cinque anni dalla scomparsa del grande maestro, e poi per il programma Rai "Che Storia è la Musica", sin dal 2009 ha affiancato all’attività concertistica un incessante impegno divulgativo e didattico a favore dei giovani in difficoltà, dal Venezuela con Abreu fino a dieci anni di continuo lavoro nel difficilissimo contesto della Palestina.
Presenti sul palco anche Tommaso Bosso, Presidente Associazione Ezio Bosso, promotrice e fondatrice del Premio; Ambra Redaelli, Presidente di Orchestra Sinfonica di Milano, che ha annunciato che inserirà un concerto dedicato ad Ezio Bosso nella prossima stagione; Paolo Petrocelli, Sovrintendente di DubaiOpera e membro per il secondo anno consecutivo del Comitato Scientifico del Premio; Gian Luca Bauzano, giornalista del Corriere della Sera/7 e nuovo membro del Comitato Scientifico e Filippo Michelangeli, direttore di Amadeus, nuovo Direttore Artistico della serata di conferimento del Premio per Rai.
Associazione Ezio Bosso, con l’esperienza della prima edizione, necessariamente sperimentale dato che il Premio alla Divulgazione non ha precedenti o modelli a cui riferirsi, per quest'anno ha annunciato importanti novità: in primis la presentazione del progetto divulgativo da sottoporre al Comitato Scientifico sarà molto semplificata per modalità e quantità di documentazione richiesta, ma soprattutto potranno partecipare anche personalità del settore oltre ad associazioni e fondazioni, aprendo così un nuovo spazio per dare luce a musicisti, intellettuali, artisti che mettono il loro lavoro al servizio del futuro di tutto il settore.
I progetti potranno venir presentati dal 1° settembre 2026 fino alla fine del mese, mentre i vincitori verranno annunciati a dicembre.
Anche sul fronte del programma Rai di conferimento dei premi ci saranno importanti novità, giacché da quest'anno è intenzione dell'Associazione trasformare questo prestigioso spazio offerto dal servizio pubblico televisivo, in un vero excursus su ciò che è la divulgazione oggi, affinché il Premio diventi un vero moltiplicatore di occasioni, visibilità e prospettiva per la musica classica tra gli italiani.