Il ritorno della Regina di Cipro Halévy 

Il libro-CD La Reine de Chypre di Fromental Halévy, per la collana del Palazzetto Bru-Zane 

La Reine de Chypre (La regina di Cipro)
Schizzo della scenografia del quarto atto della Reine de Chypre (Philippe Chaperon)
Disco
classica
Fromental Halévy
La Reine de Chypre (La regina di Cipro)
Opéra français, Palazzetto Bru Zane Series
2018

Si sbagliava di grosso nel 1841 Hector Berlioz come critico musicale profetizzando che il successo de La Reine de Chypre di Fromental Halévy avrebbe eguagliato quello de La Juive, andato in scena sei anni prima.

Dei circa 40 lavori per il teatro composti da Jacques-François-Fromental-Élie Halévy, malgrado numerosi successi (ma La Reine de Chypre non lo fu o comunque non subito), La Juive è rimasta la sola a essere rappresentata con una certa regolarità. È sorprendente, invece, come il libretto di Jules-Henry Vernoy de Saint-Georges abbia germinato numerose varianti in tutta Europa nei pochi anni che seguirono la creazione del lavoro di Halévy all’Opéra di Parigi il 22 dicembre 1841. Fra questi, la Catarina Cornaro del tedesco Franz Lachner nel 1841 a Monaco di Baviera, The Daughter of Saint Mark dell’irlandese Michael Balfe nel 1844 a Londra, La regina di Cipro di Giovanni Pacini nel 1846 a Torino ma soprattutto la Caterina Cornaro di Gaetano Donizetti nel 1843 a Napoli, l’unica recuperata dall’oblio grazie all’impegno di due protagoniste della “renaissance” del compositore bergamasco come Montserrat Caballé e Leila Gençer.

Pressoché scomparsa dal repertorio già all’alba del Novecento, La Reine de Chypre di Halévy torna a vivere grazie al libro-cd numero 17 del Palazzetto Bru-Zane nella collana “Opera francese” per le Ediciones Singulares. 

Pur fra qualche detrattore illustre come Georges Sand (“Noiosa da morire nonostante la magnificenza e la pomposità dello spettacolo”, scrisse all’amico pittore Eugène Delacroix), quest’opera in cinque atti ebbe anche sostenitori convinti come Berlioz ma anche Richard Wagner (sì, proprio lui!). In una insolita veste di giornalista dell’Abedzeitung di Dresda, nella sua corrispondenza da Parigi scriveva: “Quello che ho apprezzato di più è il bello sforzo verso la semplicità […]; proprio quando i nostri compositori d’opera tedeschi cominciano appena a imitare il lusso e la pomposità dei francesi […], Halévy ha bandito tutti quei piccoli pezzi artificiali, tutti quegli insopportabili ornamenti da prime donne”. E come se non bastasse, si sbilanciò fino a definire La Reine de Chypre il miglior lavoro presentato all’Opéra dagli Huguenots di Meyerbeer. 

Rispetto alla forza del soggetto della Juive, che affronta temi come antisemitismo e intolleranza religiosa di intramontabile attualità, La Reine de Chypre si muove nel territorio del dramma storico molto più consueto per l’epoca. La cornice storica è quella del tentativo della Serenissima di portare Cipro sotto il suo controllo. Per farlo, costringe la cittadina Caterina Cornaro a nozze politiche con il re di Cipro Jean de Lusignan. Caterina però è promessa all’aristocratico francese Gérard de Coucy, che non la prende affatto bene. Dopo due atti veneziani, piuttosto convenzionali nonostante qualche momento ispirato, la vicenda si sposta a Cipro e il grande spettacolo prende quota con le fastose nozze di Caterina e Lusignan, il tentativo di vendetta di Gérard (inane come una intera schiatta di tenori di primo Ottocento) e il delitto politico dei veneziani che provoca la rivolta patriottica dei ciprioti. Gli ingredienti melodrammatici sono quelli più frequentati del periodo: il dissidio fra amore e fedeltà alla patria, il tradimento (presunto), i diabolici bizantinismi veneziani incarnati nel sulfureo Mocenigo, e un non sorprendente afflato filofrancese fra le due “vittime” Lusignan e Gérard (“Salut à cette noble France, où tous les deux nous avons vu le jour!” intonano al loro primo fortuito incontro) e infine la rivolta del popolo cipriota, che chiude con afflato rivoluzionario l’opera. 

La registrazione, realizzata al Théâtre de Champs-Elysées in occasione della prima ripresa in tempi moderni dell’opera nell’ambito del festival parigino del Palazzetto Bru-Zane nel 2017, presenta la partitura di Halévy nelle migliori condizioni di ascolto grazie alla verve direttoriale di Hervé Niquet, presenza assidua nelle registrazioni della collana, e di un cast vocale calzante anche nei ruoli minori.

Unica interprete femminile in locandina è Véronique Gens, un’espressiva e trepidante Caterina, ruolo creato dalla leggendaria Rosine Stolz (che mal tollerava rivali in scena) con un temperamento molto diverso rispetto alla primadonna donizettiana, piuttosto incline al virtuosismo. Altrettanto leggendario fu Gilbert Duprez, primo interprete di Gérard passato alla storia come “inventore” del do di petto. In questa registrazione, lo emula con grande slancio il giovane tenore lirico spinto Cyrille Dubois, formidabile nella grande scena “Le voici donc enfin l’instant de la vengeance” del quarto atto (coronata ovviamente da un radioso do acuto), che riecheggia la scena di Arnold, altro ruolo di Duprez, del Guglielmo Tell rossiniano. Etienne Dupuis è un Lusignan disegnato con tratti nobili e eleganza di fraseggio, Eric Huchet un Mocénigo perfidamente insinuante e Christophoros Stamboglis regala ad Andrea Cornaro accenti di ispirata umanità.

Di grande spessore le prove dell’Orchestre de Chambre de Paris ma soprattutto del Coro della Radio delle Fiandre, compagine sparuta ma capace di una monumentalità degna dei grandi cori delle maisons d’opéra. La ripresa sonora trova un apprezzabile equilibrio fra il rilievo dato alle voci e le grandi scene di massa tipiche del grand opéra. 

La rarità della registrazione e la tradizionale qualità dei materiali documentari che accompagnano i CD rendono questa nuova pubblicazione del Palazzetto Bru-Zane un altro significativo tassello per la conoscenza della produzione oggi dimenticata di Halévy, oltre che per l’approfondimento dell’opera francese di metà Ottocento. 

Fromental Halévy, La Reine de Chypre (La regina di Cipro)
Opera in cinque atti
libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges 

Orchestre de Chambre de Paris
Flemish Radio Choir 

Direttore Hervé Niquet 

Interpreti: Véronique Gens (Catarina Cornaro), Cyrille Dubois (Gérard de Coucy), Étienne Dupuis (Jacques de Lucignan), Éric Huchet (Mocénigo), Christophoros Stamboglis (Andréa Cornano), Artavazd Sargsyan (Strozzi), Tomislav Lavoie (Un officier / Un héraut d’armes) 

Registrazione: Théâtre de Champs-Elysées (Parigi), 5-7 giugno 2017.

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