“All’amore immenso” di José Maria Lo Monaco

Arie barocche dedicate alla Vergine e a Maddalena per il primo CD del mezzosoprano

Josè Maria Lo Monaco
Josè Maria Lo Monaco
Disco
classica
Josè Maria Lo Monaco
All’amore Immenso
Glossa
2022

Sulla copertina del CD è riprodotta una dolcissima foto del mezzosoprano con in grembo il suo neonato, Manfredi, di pochi mesi. Eppure quando il disco è stato concepito, il bambino non c’era ancora, nemmeno nella pancia della sua mamma. Ma qualcosa evidentemente forse la stava già spingendo in quella direzione se durante la pandemia José Maria Lo Monaco ha voluto registrare a Lisbona questa raffinata selezione di arie barocche dedicate alle due Marie, alla Vergine e a Maria Maddalena, all’amore celeste e all’amore terrestre, insieme all’ensemble Divino Sospiro diretto da Massimo Mazzeo. Colpisce innanzitutto la voce morbida, elegante, sensuale  e dal colore un po’ scuro dell’artista che dona una interpretazione molto moderna, laica, intima di brani nati come preghiere in musica. La sua voce carezza carnalmente, e pur nel rigore e nella fedeltà interpretativa che contraddistingue il progetto del gruppo dei musicisti del Divino Spirito, il risultato è estremamente godibile e contemporaneo per quanto trasuda amore assoluto, indipendentemente dalle proprie credenze e convinzioni.

Si comincia con la celeberrima aria “Mentre io godo (La Speranza)” da Il Giardino di Rose di Alessandro Scarlatti e con lo stesso lavoro dello stesso compositore il disco si concluderà con il brano “Starò nel mio boschetto (La Penitenza)”, in un percorso colto ben ragionato che alterna brani che raccontano da una parte Maddalena, la sua conversione, lei ai piedi del Cristo - le arie “Fugge il Tempo”, “Al sibilar tremendo”, “In tiepidi fiumi” e “Voglio Piangere” di Giovanni Bononcini, ma anche “In lagrime stemprato” di Antonio Caldara – e dall’altra propone diverse versioni di “Salve Regina”, quelle in C minore di Leonardo Leo e dello stesso Alessandro Scarlatti e quella in A minore invece di Domenico Scarlatti. Brani noti che conducono a composizioni invece da scoprire o riscoprire, sfaccettature diverse dell’esplorazione e espressione di quello spirito d‘amore che tutto pervade ed unisce, che si materializza sempre infine in quell’abbraccio così ben opportunamente scelto per la copertina del disco, amore materno quanto universale, amore di donna quanto estasi celeste, amore che è anche giustizia e perfezione in terra.

La voce della Lo Monaco, che nasce come belcantista rossiniana, qui mostra tutta la sua ricchezza di sfumature ed eleganza nelle variazioni e nell’interpretazione che spazia dal delicatissimo all’accorato, sempre molto ben controllata nell’emissione, accompagnata con suoni sempre limpidi, precisi ed essenziali dai solisti del gruppo. È il primo Cd singolo dell’artista, una prova di maturità e di ricerca, di una voglia di uscire dai sentieri battuti che anche recentemente l’ha portata a debuttare nuovi ruoli nell’opera, come Donna Elvira nel Don Giovanni all’Opera di Liegi, personaggio di solito interpretato da un soprano che lei, con la sua dolce voce mezzosopranile, ha reso più donna perdutamente innamorata piuttosto che isterica ostinata.

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