Al Teatro Real di Madrid l'opera di Pilar Jurado

Josep Pons dirige "The Turn of the Screw" di Britten

A Monte-Carlo "Accordo" di Berio e altre sorprese

Verona: la “Storia di Genji” di Cesare Picco

Per la prima volta, alla Fenice, le note del 'riesumato' Requiem di Bruno Maderna

Debutta una nuova opera di Melchiorre commissionata dalla Fondazione Arena di Verona.

Un Attila dignitoso ma non memorabile, con un Anastassov, nel ruolo del titolo, dal timbro caldo ma dall'espressione un po' monocorde e una Guleghina un po' sopra le righe. Regia straniante, un po' immaginifica, dove i personaggi vestono costumi d'epoche diverse, che non sa però indicare il senso di una lettura e delle sue scelte. Direzione musicale di Kovatchev efficace che punta ad effetti paritcolari, con ampie aperture liriche e stingenti cabalette.

Per il "Nixon in China", con cui si apre a Verona la stagione invernale, si ripropone una lettura in chiave fortemente simbolica di un allestimento di 10 anni fa dell'Opertheater di Vienna del regista Pawlik. Buona prova della compagnia di canto con un'incisiva direzione di Andreas Mitisek

Elementi architettonici, una grande struttura metallica geometrizzante, una libreria con enormi volumi, domina la scena, a fronte di una corona stilizzata: allestimento raffinato e austero di Denis Krief, Vibrante e salda la resa musicale della conduzione di Daniel Oren, buona e affiatata la compagnia di canto, con un Leo Nucci protagonista.

Mirabile prova del soprano cinese Hui He, nel ruolo del titolo, con l'incisiva direzione del solito Oren nell''atteso nuovo allestimento di Aida dell'Arena di Verona, del dopo Zeffirelli. La regia affidata al regista tv Giampiero Solari, non delude le aspettative del pubblico per la sovrabbondanza di elementi coloristici, spettacolari e luminosi.

Arena di Verona gremita decreta un grande successo di pubblico per il nuovo lavoro di Riccardo Cocciante. Grande spettacolarità con proiezioni tridimensionali. Un'opera giocata musicalmente su prevedibili formule melodiche, ripetute all'infinito. Compagnia di canto di giovanissimi, molto carica e motivata.

Notevole prova di Mariella Devia, per la prima volta nel ruolo di Anna Bolena e co lei di un'affiatata compagnia di canto. Esecuzione integrale dell'opera con una conduzione musicale, curata nel dettaglio, ma troppo dilatata nei tempi. Regia d'autore, ricca di riferimenti simbolici, evocazioni pittoriche, suntuosi i costumi.