Zavalloni a New York

La cantante al ciclo Andriessen della Carnegie Hall

Andrea Rebaudengo e Cristina Zavalloni (foto Pete Checchia | Carnegie Hall Archival)
Andrea Rebaudengo e Cristina Zavalloni (foto Pete Checchia | Carnegie Hall Archival)
Recensione
classica
Carnegie Hall New York
15 Aprile 2010
Si è conclusa la serie di concerti che Carnegie Hall ha dedicato in aprile a Luis Andriessen. Otto concerti in poco più di una settimana che hanno dato risonanza mondiale al settantenne autore olandese particolarmente amato negli Stati Uniti per le sue derivazioni jazzistiche e minimaliste. Oltre a una selezione di composizioni, dagli anni Sessanta ad oggi, Andriessen ha portato a New York una famiglia di musicisti che, raccolti attorno a sé nel corso di tante peregrinazioni artistiche, costituiscono l'anima e il corpo del suo lavoro. Fra questi Cristina Zavalloni, che si è esibita in un ruolo di primo piano in Commedia, l'opera multimediale al centro della rassegna, e in duo con il pianista Andrea Rebaudengo. "Mi ci sono voluti quarant'anni per trovare una cantante versatile, appassionata e musicale come Cathy Berberian" ha detto di lei il compositore. Sull'eclettismo era improntato il programma che la coppia ha scelto per il debutto a Carnegie Hall. Una qualità che, distillata in un'ora di esibizione attraverso brani di Berio, Cage, Stravinsky, Offenbach e Gismonti, si è dimostrata lo strumento con il quale i due artisti si sono fatti, in anni di lavoro, espressione di una delle istanze più aggiornate della musica del nostro tempo. Perfino Tenco, terreno scivoloso per troppi interpreti colti, è riuscito convincente nel tempio della musica classica, complice la distanza con il quale si lasciava gustare oltreoceano il bel suono della lingua italiana. L'ironia, tarata dall'esperienza, è stato l'altro ingrediente importante del concerto, che ha permesso a Rebaudengo di avventurarsi con disinvoltura in due composizioni postmoderne del cinese Gao Ping.

Interpreti: Cristina Zavalloni e Andrea Rebaudengo

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Messinscena bizzarra ma buon esito musicale per La Straniera di Bellini diretta da Fabio Luisi al Maggio Musicale Fiorentino

classica

Ripreso a Stoccarda lo storico allestimento parigino della Iphigénie en Tauride di Gluck del regista polacco 

classica

A Santa Cecilia il musical drama di Haendel nella splendida interpretazione di Gardiner, in versione semiscenica