Vent’anni di Contempoartensemble

In concerto a Firenze

Recensione
classica
Maggio Musicale Fiorentino Firenze
07 Giugno 2012
Il 75° Maggio Musicale Fiorentino ha incluso nel suo cartellone il concerto al Teatro Goldoni per i vent’anni del Contempoartensemble fondato e diretto da Mauro Ceccanti, con musiche di Henri Pousseur, Philip Glass, Jonathan Harvey Sylvano Bussotti, Mauricio Sotelo. Un breve e amabile ricordo del grande maestro francese con Auguri per i lustri futuri, “piccola fantasia su Happy Birdthay”, l’ultimo lavoro firmato da Pousseur, per il compleanno di un lustro fa, nel 2007, mentre al decennale del 2002 rimandava Via dell’ara degli ulivi di Sylvano Bussotti, rivisitazione del concerto grosso incardinata su un violino principale, anzi “centrale”, contornato da bagliori da scuola veneziana negli ottoni e dai richiami pastorali delle ance. Curve with Plateaux di Jonathan Harvey (1982) per violoncello solo (Vittorio Ceccanti) è costruito come una progressione dai suoni gravi ad un prezioso reticolo di sovracuti. In prima esecuzione assoluta c’era Cripta di Mauricio Sotelo per ensemble e elettronica, omaggio a De Falla in cui l’elettronica fornisce con discrezione un tamburellante tappeto percussivo ad una rievocazione andalusa palpitante ma come attenuata del maestro dell’Amore Stregone, fra melismi di sapore gitano e scrosci di progressioni. La sorpresa della serata è stata forse la Sonata per violino e pianoforte di Philip Glass (2008) nell’esecuzione molto bella, nobile e tersa, di Duccio Ceccanti e Matteo Fossi: sorpresa non certo perché Glass vi si distacchi dal caroleggiare minimalista, suo “marchio di fabbrica”, ma per come lo abbia fuso felicemente con le forme, le giunture, il malinconico lirismo di Brahms, modello dichiarato di questa pagina. Ottimo successo.

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