Una "Traviata" credibile

Lunghi applausi alle Festwochen di Vienna

Recensione
classica
Theater an der Wien Vienna
Giuseppe Verdi
27 Maggio 2012
Il pubblico viennese acclama la nuova "Traviata" delle Festwochen – inspiegabilmente, lamenta a caldo qualche voce della stampa locale. Le cause di questo successo (in effetti la produzione così eccellente poi non è, piuttosto elevata routine): la credibilità dei personaggi e delle situazioni. È questo il punto di forza della regia di Deborah Warner, il volersi porre contro qualsivoglia idealizzazione. L’allestimento dispone di un’interprete come Irina Lungu, che oltre a essere un’esperta Violetta, può rappresentare il personaggio in modo realistico. Deborah Warner sceglie scenari sobri e a volte crudi: l’ouverture e il terzo atto si svolgono in una squallida camera d’ospedale, il primo e secondo atto in interni stilizzati; gli abiti sono moderni e non attirano più di tanto l’attenzione. L’unico momento discordante, dove l’interpretazione registica passa in primo piano ma senza forzature, è all’inizio della seconda scena del secondo atto, quando le zingarelle e i toreri si presentano agli invitati di Flora e al pubblico in un balletto esplicitamente queer. Nella sua parte musicale, non sempre la produzione è vibrante e avvincente. I protagonisti principali sono ben scelti ma questo cast non passerà alla storia. Il duetto tra Violetta e Giorgio nel secondo atto è forse la scena più riuscita. Sono soprattutto i momenti della partitura meno ritmizzati a funzionare meglio, perché Omer Meir Wellber li dilata illuminandone il tessuto armonico e timbrico. Nelle parti, invece, in cui predomina il ductus ritmico, il giovane direttore calca con gli accenti e copre la scena.

Interpreti: VIOLETTA VALÉRY/ Irina Lungu FLORA BERVOIX / Karine Ohanyan ANNINA / Dshamilja Kaiser ALFREDO GERMONT / Saimir Pirgu GIORGIO GERMONT / Gabriele Viviani GASTONE VICOMTE DE LÉTORIÈRES / Tomas Juhas DOTTORE GRENVIL / Günes Gürle

Regia: Deborah Warner

Scene: Jeremy Herbert

Costumi: Rudy Sabounghi

Coreografo: Kim Brandstrup

Orchestra: ORF Radio-Symphonieorchester Wien

Direttore: Omer Meir Wellber

Coro: Arnold Schoenberg Chor

Maestro Coro: Jordi Casals, Ottokar Prochazka

Luci: Jean Kalman

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