Una festa per Accardo

A Siena per gli 80 anni del violinista

Salvatore Accardo (Foto R.Testi)
Salvatore Accardo (Foto R.Testi)
Recensione
classica
Teatro dei Rozzi, Siena
Per gli 80 anni di Salvatore Accardo
03 Dicembre 2021

È stato il compleanno di Salvatore Accardo, festeggiato venerdì 3 dicembre dalla Chigiana al teatro dei Rozzi, di un tenue blu pastello, a Siena, e durante i lavori del convegno internazionale dal titolo “Music and Power in the Long Nineteenth Century”. Sei sessioni, due keynote nella sede spettacolare dell’Accademia, le cui varie attività sono dirette da Nicola Sani e Stefano Jacoviello. E che duo: il conte Chigi Saracini ne sarebbe entusiasta. Il convegno ha visto in prima linea tra i tanti Susanna Pasticci e Massimiliano Locanto nella riuscita esemplare e nei ricordi di Fiamma Nicolodi (1948-2021) e Antonio Rostagno (1962-2021); tanti studenti, soprattutto da Roma.   

Apre il concerto il Capriccio a due (2013) per due violini e archi soli di Silvia Colasanti. Colorano di suono la sala i due violini di Salvatore Accardo e Laura Gorna, incuriosiscono e divertono i controtempi e dialoghi tra loro e gli archi. La facilità nel discorso musicale è ovunque nell'intesa con l'orchestra: con tutto il rispetto per un gigante come Accardo, ottanta primavere, Gorna sembrava già da sola in completa simbiosi con l'orchestra. Intanto, virtuosismo puro nelle mani di Accardo attraverso un gesto che cuce fraseggio ed archetto l'uno con l'altro.

Segue: Gran duo concertante (1880) per violino, contrabbasso e orchestra d’archi di Giovanni Bottesini Crema. Di pieno spirito introduttivo, danzante come si vuole, di sobri abbellimenti, poetico a tratti e di impeccabile intonazione ed espressività il tutto, poderoso il finale. Ne risultava un virtuosismo ottocentesco che si trasforma in una discorsività libera e mutevole, quasi leggerissimo e sempre imprevedibile, ora profondo, dal timbro impressionante, ora tetro e visionario, segnato dall’archetto graffiante e dal tocco inconfondibile di uno dei più grandi violinisti italiani di tutti i tempi. Già dal Tema, invece il contrabbasso di Ermanno Calzolari è geniale, ritmico, con scale continue, alla prima occasione in contrasti di morbidezza, è tutto suonato decisamente lirico con balzi sempre più acuti.

Accardo poi conclude la prima parte con un brano composto per il suo compleanno ancora da Silvia Colasanti “Aria per Salvatore” per violino e orchestra d’archi. Inizia con frammenti tematici, e subito via: trasfigurazioni modali e ritmiche, ricerche di armonizzazioni e progressioni lontane dal barocco e altri stili di gusto arcaico, a volte più lirico, poi sempre più swing. Il compleanno è anche occasione per liberare la sua fantasia di compositrice in nuovi stimoli sonori ed armonici. Ci sono violinisti che raccontano se stessi, altri che sfidano il violino, altri che illustrano la storia della letteratura di questo impareggiabile e diffusissimo strumento. Poi c'è Salvatore Accardo, che queste tre dimensioni le possiede, ma, al contempo, le trascende raccolte in una: virtuosismo umano, vicino a noi, al pubblico.

Nella seconda parte del concerto Accardo dirige il Quartetto in mi minore (1873) di Verdi nella versione per orchestra d’archi. Entrambi senza scadere in gigionerie affrontano queste composizioni con rigore ed autorevolezza, interpretando i movimenti lenti con delicati e soavi rallentando, il tessuto polifonico sempre ben intrecciato - meno affiatati solo nei movimenti più vivaci. Si congedano dal pubblico con un brano di Piazzolla in cui l’orchestra dipinge intensi vibrati. Pubblico esaltato e lunghi applausi.

 

 

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