Un Barbiere per ripartire

Dopo quasi due anni, torna piena la Sala Bibiena del Teatro Comunale di Bologna

Il Barbiere di Siviglia (Foto Casaluci Ranzi)
Il Barbiere di Siviglia (Foto Casaluci Ranzi)
Recensione
classica
Teatro Comunale di Bologna
Il Barbiere di Siviglia
17 Ottobre 2021 - 23 Ottobre 2021

Ieri sera al Teatro Comunale di Bologna si è inaugurata una breve stagione operistica denominata “d’autunno”, coronata da una Prima, finalmente, dopo quasi due anni, senza posti vuoti. Per questa riapertura l’istituzione ha effettuato un’intensa ed efficace campagna di vendita biglietti e di comunicazione: proposte di mini abbonamenti, biglietti ad ottima visibilità e a prezzi accessibili soprattutto per i più giovani, e non da ultimo una scelta di repertorio da far felici sia gli appassionati sia i neofiti. Prima opera in cartellone il rossiniano Barbiere di Siviglia, riproposto in un allestimento collaudato, quello di Federico Grazzini che si era visto con successo in sala Bibiena già nel 2019 . È un allestimento per certi versi tradizionalissimo, ma allo stesso tempo funzionale all’occasione. Ad una platea sold-out, all’indomani dei decreti di governo che riportano la capienza delle sale teatrali al 100%, straripante di euforia e piena di nuovi volti (anche di fruitori non abituali, molti dei quali giovani) si è offerta una lettura registica molto fedele al testo rossiniano, che gioca su scenografie (di Manuela Gasperoni) e costumi (di Stefania Scaraggi) dai colori vivaci, pochi, essenziali ma efficaci oggetti di scena, e un cast di grande effetto. Gli interpreti sono infatti tutti perfetti esecutori del capolavoro rossiniano: Marco Filippo Romano nel ruolo di Bartolo, Roberto de Candia in quello di Figaro, Paola Leguizamón in quello di Rosina, César Cortés in quello del Conte d’Almaviva, Laura Cherici in quello di Berta, e Nicolò Donini in quello di Basilio, diretti dalla bacchetta di Pier Giorgio Morandi in testa all’Orchestra e al Coro del Teatro Comunale. I personaggi sono stati tutti esasperati nei loro lati macchiettistici, puntando sull’esagerazione degli elementi comici (e poco sull’indagine psicologica): ne risultano quasi tipi, maschere, che però fanno ridere di gusto.

L’operazione sarebbe bastata di per sé a fidelizzare frequentatori meno abituali e neofiti in teatro ieri sera, se non fosse stato per la mancanza di sopratitoli, fatto che in un certo senso ha parzialmente vanificato gli sforzi dell’istituzione. La persona responsabile di tale compito ha infatti annunciato solo due minuti prima dell’inizio dello spettacolo di aderire allo sciopero contro il green pass obbligatorio per i lavoratori, impedendo l’accesso al pubblico ad uno degli strumenti di maggior importanza per la comprensione e l’avvicinamento ad un’opera, compromettendo un piano di comunicazione altrimenti ben strutturato e riuscito. Ciò nonostante l’emozione a teatro è stata palpabile, e il calore del pubblico si è espresso più volte a sipario aperto e lungamente a fine spettacolo: era da tanto che non si percepiva una sala così viva. Recite fino al 23 ottobre 2021.

 

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