Pergolesi e Vivaldi per un concerto di Pentecoste

Rinaldo Alessandrini dirige Silvia Frigato e Sonia Prina per Bologna Festival

Concerto Alessandrini (Foto Stefano Santi)
Concerto Alessandrini (Foto Stefano Santi)
Recensione
classica
Basilica di Santa Maria dei Servi
Concerto Alessandrini
25 Maggio 2021

 Dopo mesi di appuntamenti online a sostituzione di impossibili fruizioni di musica dal vivo, anche Bologna Festival, quest’anno alla sua quarantesima edizione, torna a proporre gli attesi concerti. Una scintillante Isabelle Faust aveva aperto la rassegna pochi giorni fa, e il 25 maggio la cornice della Basilica di Santa Maria dei Servi ha ospitato un concerto con Rinaldo Alessandrini all’organo e alla direzione del suo ensemble Concerto Italiano.

Silvia Frigato, soprano, e Sonia Prina, contralto, si sono avvicendate nel perfetto parallelismo del programma, che ha visto succedersi, coerentemente con il periodo liturgico della settimana di Pentecoste, brani sacri (ma dal gusto teatrale) legati al tempo pasquale e dedicati alla figura della Vergine Maria: due intonazioni pergolesiane dell’antifona del Salve Regina – l’una per soprano, l’altra per contralto – intervallate da brani strumentali di Vivaldi entrambi intestati “Al Santo Sepolcro” – la Sinfonia in si minore RV 169 e la Sonata in mi bemolle maggiore RV 130 –.

Infine, la sofferenza della Vergine al cospetto della croce dello Stabat Mater di Pergolesi ha culminato la serata. Nel dirigere la celebre composizione, Alessandrini ha alternato un piglio deciso a tempi più rarefatti, offrendo una lettura dinamica e agile. La meditata, sobria emissione di Silvia Frigato, fatta di eleganti filati, agilità adamantine e cura dell’acuto ben si sposa con il trasporto corporeo di Sonia Prina, i suoi esasperati scarti dinamici, il suo ricco timbro brunito. E se entrambe brillano nei soli, è però proprio nei duetti che l’accostamento delle due note interpreti le pone in una condizione di esaltarsi l’un l’altra, facendo emergere le rispettive specificità vocali, che nel riverbero della Basilica hanno assunto i tratti dell’ineffabilità e del sublime.

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