Padova tra Mozart e Sciarrino

L'Orchestra di Padova e del Veneto festeggia 50 anni

Recensione
classica
Quando è la spontaneità di un applauso a dilatare i tempi della cerimonia d’apertura, l’inaugurazione della nuova stagione musicale si tinge di toni ancor più eloquenti. Così, nello stesso giorno in cui cinquant’anni fa tutto cominciò per l’Orchestra di Padova e del Veneto, si è concentrato un importante week end di festeggiamenti in musica per consacrare Il suono molteplice, la nuova stagione dell’orchestra veneta e la seconda firmata dal direttore artistico e musicale Marco Angius.

Una programmazione che rivela sin dal primo istante la volontà di proseguire il percorso già avviato lungo tutto il repertorio musicale a partire da Schumann, qui presente con l’Ouverture, Scherzo e Finale op. 52 ovvero uno dei tentativi più radicali attuati dal compositore di rimodellare la forma della Sinfonia secondo il sentire romantico, risolto in una forma per certi versi rimasta aperta che, nell’impossibilità di poterla racchiudere in altro modo, prende il nome dal titolo dei suoi tre movimenti. Mentre Schumann è destinato a tracciare stabilmente il corso della Stagione, quello di Alfredo Casella rappresenta invece un gradito ritorno. Dopo l’esecuzione della Paganiniana dello scorso anno, lo spirito d’apertura che la sua musica ha incarnato nella prima metà del Novecento si evidenzia nella Suite orchestrale del balletto La giara, tratto da una Novella di Pirandello. In una fresca alternanza di sensuali sonorità e ritmi sferzanti, Casella propone la sua idea di folclore in contrapposizione a quello russo ed europeo degli storici balletti.

Persino uno tra i massimi capolavori del repertorio violinistico come il Concerto di Sibelius, incluso nella particolarità di un programma del genere, è destinato a riflettere una luce diversa, grazie all’interpretazione di Anna Tifu, vera e propria star della serata. Inutile tentare di descrivere la spontaneità del gesto e la potenza espressiva della violinista, dimostrati brillantemente anche nei successivi bis all’insegna della musica di Bach ed Enescu dopo esser stata richiamata ripetutamente sul palco da un pubblico entusiasta. Interprete raffinato il cui nome si accosta con facilità al grande repertorio del Novecento e all’esecuzione della musica d’oggi, Daniel Kawka ha diretto l’Orchestra di Padova e del Veneto sia in questo primo concerto che nella serata di venerdì per un appuntamento aggiuntivo alle Lezioni di suono. Dato il rapporto elettivo che la sua opera nutre nei confronti del grande repertorio musicale, Salvatore Sciarrino ha proposto al pubblico un’ulteriore occasione per entrare all’interno del cantiere compositivo di Mozart al fine di ridimensionare la sua figura agli occhi di chi lo vuole a tutti i costi musicista dalla sconfinata fantasia e dall’inarrestabile spontaneità. Corre in aiuto l’analisi delle travagliate pagine del Concerto per pianoforte KV 491 sostenute da un’inedita esecuzione dei frammenti che hanno portato questo lavoro a versione definitiva. Ancora una volta al pianoforte, Anna D’Errico ha presentato in anteprima assoluta le cadenze del Concerto, recentemente rielaborate da Sciarrino dai tempi in cui le scrisse per Maurizio Pollini. Non poteva profilarsi diversamente dunque l'inizio di questa Stagione che sin dal suo debutto si impone per la capacità di riunire l’originalità dell’offerta musicale a un’ampia progettualità.

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