Martha & Charles

Argerich e Dutoit al Dal Verme

SJ

14 marzo 2026 • 2 minuti di lettura

Martha Argerich
Martha Argerich

Teatro Dal Verme, Milano

Argerich e Dutoit

13/03/2026 - 13/03/2026

Il concerto di Martha Argerich con l'Orchestra della Svizzera Italiana diretta da Charles Dutoit è stato un doppio miracolo. Il primo e imprescindibile perché è felicemente andato in porto. Il pomeriggio del giorno prima del concerto la Società del Quartetto è stata avvisata che la Sala Verdi del Conservatorio, unitamente alla Puccini, era stata chiusa d'autorità per non aver aggiornato la documentazione relativa al sistema antincendio. Fulmine a ciel sereno, impossibile annullare il concerto clou della stagione del Quartetto, unica soluzione è stata fare rete. Tutto lo staff della Società, col sostegno delle organizzazioni musicali milanesi e del sindaco stesso, si è impegnato a trovare in poche ore una sala libera. E la soluzione è arrivata grazie all'ospitalità dei Pomeriggi Musicali al Teatro dal Verme. Il secondo prodigio riguarda ovviamente l'esecuzione. Fin dalle prime battute di Ma mère l'oye di Ravel si è capito quale ferreo controllo abbia Dutoit di questo organico, che sotto la sua direzione può stare alla pari di orchestre più blasonate, se non superarle. La magia del preludio, vero invito a immergerci in un mondo di fiaba, è stata resa con un scintillio dei fiati e degli archi di rara delicatezza e precisione. Poi è stata una sorpresa continua, all'apice "La principessa delle pagode", che ha evocato con ironia i misteri d'Oriente con la scala pentatonica.

Il successivo Primo concerto per pianoforte di Beethoven ha confermato quale vitalità abbia Martha Argerich, solista di somma autorevolezza e d'incomparabile eleganza; nel Largo è riuscita a creare un'intimità delicatissima e pensosa, come pure a sottolineare con vigore ogni arguzia dell'ultimo movimento. Strabiliante è stata anche la sua intesa col podio. I trascorsi personali di Argerich e Dutoit s'intrecciano a quelli professionali, Dutoit ha debuttato come direttore proprio con lei quasi settant'anni fa a Losanna ed è stato anche suo marito. Gli sguardi e i segnali che i due si sono scambiati durante l'esecuzione hanno raccontato di una corrispondenza artistica dalle radici profonde.

In chiusura di serata Dutoit ha dato l'attacco della Sinfonia Italiana di Mendelsson con una gioiosa energia, che ha sostenuto come un turbine tutta l'esecuzione. Incomparabile la sua cura nell'equilibrare le sezioni orchestrali, con sonorità sempre nette e precise, mai la più piccola sbavatura, anche nei concertini o negli interventi isolati dei corni. Senza tema di smentite, un'esecuzione da ricordare.