Martha Argerich e Gabriele Baldocci in duo

A Fermo per il Circolo di Ave

LF

26 gennaio 2026 • 2 minuti di lettura

Martha Argerich e Gabriele Baldocci (Foto Marilena Imbrescia)
Martha Argerich e Gabriele Baldocci (Foto Marilena Imbrescia)

Fermo, Teatro dell’ Aquila

Martha Argerich e Gabriele Baldocci in duo

22/01/2026 - 22/01/2026

Tutto esaurito per il concerto di punta della  IX stagione concertistica  del Circolo di Ave, che ha visto esibirsi al Teatro dell’Aquila di Fermo il duo formato dalla leggendaria Martha Argerich e dal poliedrico Gabriele Baldocci. Un concerto per due pianoforti che comprendeva anche dei cavalli di battaglia dei due pianisti, che vantano una collaborazione ormai ventennale nata da  un rapporto maestra-allievo; la pianista argentina, come si ricorderà, ha dedicato molte delle sue energie alla musica da camera e alla collaborazione con altri artisti, così come  alla promozione di giovani talenti attraverso l’istituzione di progetti musicali, festival e concorsi. 

In programma brani per due pianoforti di stile  e carattere diverso, dalla Sonata in re maggiore  K 448 di Mozart alla Petite Suite per pianoforte a quattro mani di Debussy, per poi arrivare ad un pianismo più acceso e virtuosistico con il Concertino per due pianoforti di Shostakovich, la Suite n.1 di Rachmaninov e La Valse di Ravel nella trascrizione dell’autore stesso per i due strumenti. Un repertorio già collaudato  in concerto dai due artisti e presente in buona parte in rete in una registrazione live di qualche anno fa, che ha messo in luce la loro intesa e la comune ricerca interpretativa. 

Accanto all’indiscutibile talento di Argerich, che nonostante i suoi ottantaquattro anni conserva agilità, fluidità esecutiva e padronanza di tocco,   Baldocci è apparso all’altezza della sua celebre partner sia nel virtuosismo trascendentale di Ravel e Rachmaninov, affrontati con grande sicurezza  ed impeto percussivo, sia soprattutto nelle sonorità eleganti e cristalline della sonata di Mozart, che è forse il brano che ha richiesto maggiore continuità ed equilibrio  negli interventi dei due strumenti.  Anche le  atmosfere  fatate di Debussy sono state restituite con grande morbidezza,  fascino e cura dei particolari. 

All’inizio del secondo tempo un brano dell’eclettico  Baldocci, che oltre a spaziare in repertori diversi, dal pop alla improvvisazione, si diletta  di composizione ed è molto affabile con il pubblico:  titolo “In their arms”, brano di grande  semplicità e melodismo un po’ zuccheroso sempre per due pianoforti, che si è rivelato di non particolare  interesse all’interno del profluvio di floridezza sonora degli altri pezzi.

Il teatro, che come si diceva era  strapieno, ha tributato lunghi applausi alla mitica pianista; un omaggio personale  le è giunto da Angelo Fabbrini, classe 1934, celebre accordatore – ma il termine è svilente – di molti grandi pianisti dei nostri tempi, da Michelangeli, a Pollini, a Brendel, a Zimerman, a Sokolov, ad Argerich, appunto.

Gli altri appuntamenti imperdibili del Circolo di Ave, a Fermo, saranno con Arcadi Volodos il 21 febbraio e con Augustin Hadelich, in duo con Charles Owen, il 26 aprile.