L’omaggio a New York della Filarmonica Toscanini

Wayne Marshall ha guidato l’orchestra di Parma in pagine di Copland, Goodman, Gershwin e Bernstein

AR

25 marzo 2026 • 3 minuti di lettura

Wayne Marshall, Filarmonica Toscanini (foto Luca Pezzani)
Wayne Marshall, Filarmonica Toscanini (foto Luca Pezzani)

Parma, Auditorium Paganini

Wayne Marshall, Filarmonica Toscanini

19/03/2026 - 20/03/2026

È stato un vero e proprio omaggio alla città di New York e ad alcuni musicisti che l’hanno frequentata e animata nel corso del secolo scorso il concerto proposto dalla Filarmonica Arturo Toscanini nell’ambito della stagione concertistica 2025/2026 ospitata presso l’Auditorium Paganini di Parma. Contrassegnata dal titolo "Irresistibile Jazz", la serata è stata condotta dalla guida salda e dinamica di Wayne Marshall sulla scia di un programma che ha tracciato un variegato percorso attraverso l'immaginario musicale americano del Novecento, avviando comunque il discorso musicale lanciando uno sguardo sulla contemporaneità.

Wayne Marshall, Riccardo Panfili, Filarmonica Toscanini (foto Luca Pezzani)
Wayne Marshall, Riccardo Panfili, Filarmonica Toscanini (foto Luca Pezzani)

L'apertura del concerto è stata infatti affidata alla prima esecuzione assoluta di CambiareRotta, composizione di Riccardo Panfili appositamente commissionata nell’ambito del progetto "Ecosounds – La Natura suona" sostenuto dal Gruppo Davines. La pagina di Panfili si è distinta per un impatto espressivo animato da una valenza comunicativa immediata, costruita su una tessitura strumentale descrittiva quanto evocativa, segnata a tratti da rimandi a certe colonne sonore dove le immagini idealmente tratteggiate richiamavano spazi naturali aperti ed estesi. Un afflato ambientalista, quello veicolato da questo brano, condiviso attraverso un linguaggio al tempo stesso studiato e articolato ma plasmato attraverso una cifra sonora dall’impatto diretto.

Wayne Marshall, Pierre Génisson, Filarmonica Toscanini (foto Luca Pezzani)
Wayne Marshall, Pierre Génisson, Filarmonica Toscanini (foto Luca Pezzani)

La parte centrale della serata ha celebrato la figura di Benny Goodman, partendo dal celebre Concerto per clarinetto di Aaron Copland – dedicato al popolare clarinettista protagonista indiscusso della “Swing Era” – dove il solista Pierre Génisson ha dato prova di una padronanza strumentale solida, muovendosi con generosa e vivace partecipazione tra le campate liriche della prima parte e il virtuosismo sincopato del finale, dove la scrittura si segno più classico dialoga in maniera significativamente feconda con la libertà del linguaggio jazzistico. Un carattere che è emerso anche nei Three Preludes di George Gershwin, qui presentati nell'orchestrazione di Bruno Fontaine, capaci di restituire tutta la vitalità si segno metropolitano del compositore statunitense, mentre una transizione verso una dimensione più prettamente swing è stata assecondata attraverso una selezione di standard quali “Lady Be Good” e “Sing, Sing, Sing”, che hanno innestato nell'organico sinfonico sprazzi di energia ritmica capace anche solo di evocare l’epoca d'oro delle big band.

Wayne Marshall, Filarmonica Toscanini (foto Luca Pezzani)
Wayne Marshall, Filarmonica Toscanini (foto Luca Pezzani)

La seconda e più efficace parte di questo concerto è stata infine dedicata alla figura di Leonard Bernstein, tra gli autori prediletti di Wayne Marshall. Dopo una brillante esecuzione dell'ouverture da Candide, la Filarmonica Toscanini si è immersa nelle atmosfere idealmente cinematografiche del balletto Fancy Free sulla scia di una lettura che il direttore ha saputo restituire con un’efficace attenzione per gli scarti dinamici che attraversano questa pagina. Un passo interpretativo, quello proposto da Marshall, capace di valorizzare con efficace slancio la complessità di questa partitura, sospesa tra rimandi blues, ritmi folk e rigorosa costruzione sinfonica. L'interpretazione complessiva ha beneficiato della profonda affinità elettiva del direttore britannico con questo repertorio, capace di coniugare il rigore formale con l'autentica verve del teatro musicale americano.

In occasione della prima delle due date in cartellone per questo concerto - quella che abbiamo seguito - tutti gli artisti impegnati sono stati salutati dagli applausi del pubblico presente.