L'importanza di chiamarsi Ernesto

Al Teatro Biondo di Palermo l’Aida di Roberta Torre con Ernesto Tomasini

(foto Paolo Galletta)
(foto Paolo Galletta)
Recensione
classica
Teatro Biondo, Palermo
19 Febbraio 2014
La "Aida" di Roberta Torre andata in scena al Biondo di Palermo è uno spettacolo scritto dalla regista con Igor Esposito; le musiche sono di Massimiliano Pace, e lasciano percepire soltanto in filigrana Verdi alternando atmosfere soul, o d'avanspettacolo. Difficile definire questo canzoniere teatrale in tre quadri: un pastiche di prosa, chanson, musical e fiaba, verso la finale rappresentazione del "grande circo dell’aldilà" (sottotitolo del copione dello spettacolo pubblicato da Glifo Edizioni): sintesi acuta di una situazione antica, ma sempre attuale, di fronte alla quale Aida con la sua storia passata fatta di eroi, schiave, principesse rifiutate, amore per la patria spinge tutti, ancora oggi, a confrontarsi. Attraversano lo spettacolo tre donne con i panni di volpi. Nei ruoli di protagonista, invece, un domatore-narratore armato di frusta (come nella "Lulu" di Wedekind-Berg?) e con lui tre uomini: Rocco Castrocielo impegnato nel ruolo di Radames, eroe che parla una lingua propria, un gramelot personale, Massimo Vinti nei panni di un’Amneris accattivante e sempre sull'orlo del crollo nervoso, e infine l’Aida inebriante e protagonista assoluta dello spettacolo, interpretata da un Ernesto Tomasini performer e sopranista eccentrico, capace di sbalordire il pubblico (nella sua Londra off o qui a Palermo) con il suo talento unico.

Note: Musiche: Massimiliano Pace

Interpreti: Aida : Ernesto Tomasini Amneris: Massimo Vinti Radames: Rocco Castrocielo Narratore/Domatore: Salvatore D’Onofrio Coro: Silvia Ajelli, Aurora Falcone, Giuditta Jesu

Regia: Roberta Torre

Scene: Roberto Crea

Costumi: Dora Argento

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