Liegi: belcanto e divertimento

Successo per La fille du régiment di Donizetti

La fille du régiment
La fille du régiment
Recensione
classica
Opera di Liegi
La fille du régiment
15 Giugno 2021 - 29 Giugno 2021

Lawrence Brownlee che non ha bisogno di presentazioni, la belga Jodie Devos che è ormai considerata la più brava giovane soprano belga e stella sempre più luminosa nel panorama internazionale della lirica, il baritono Pietro Spagnoli che del ruolo è ormai da tempo un interprete sicuro, nei ruoli rispettivamente di Marie, Tonio e Sulpice, avevano fatto segnare già da tempo La fille du régiment all’Opera di Liegi come un appuntamento immancabile. Aspettative sulle voci e sulle interpretazioni pienamente soddisfatte, peccato solo che, malgrado anche in Belgio sia iniziato il deconfinamento e la Monnaie di Bruxelles ha già accolto pubblico in sala, qui lo spettacolo sia stato ancora programmato da vedere via streaming, a parte pochi fortunati giornalisti e ospiti durante la prova generale e la registrazione in diretta, a causa sopratutto di una buca d’orchestra  molto piccola per cui si è preferito dispiegare i musicisti sul palcoscenico con il coro sparpagliato ancora tra poltrone e palchi. L’opera di Donizetti è stata quindi presentata in forma semiscenica, realizzata dalla poliedrica Marie Lambert-le Bihan, artista che spazia dalla drammaturgia alla regia alle luci, che ha messo insieme efficacemente un po’ di anticaglie per i nobili, e berretti, bandiere e stivali per i soldati, per ricreare l’ambiente. I dialoghi parlati sono stati adattati con qualche spiritoso riferimento al Belgio e a completare il cast, con ottima scelta non solo vocale ma anche per le loro capacità attoriali, il mezzo francese Julie Pasturaud che interpreta con grande humor ed ironia la Marquise de Berkenfield e il baritono belga Patrick Delcour nel doppio ruolo di Hortensius e della Duchesse de Crackenthorp, irresistibile en trevesti. Belcanto e divertimento assicurato quindi, con una Jodie Devos spettacolare, che non si risparmia e a cui tutto sembra riuscire benissimo senza sforzo, brillante e spontanea come il ruolo richiede, dalle colorature perfette, gli acuti svettanti mai forzati e sempre espressivi, che sa essere anche languida e commovente nelle arie  in cui manifesta il suo sconforto. E come stona (volontariamente) bene nel secondo atto quando la Marchesa vuole farle cantare arie serie che non le piacciono, davvero strepitosa. La Devos sta crescendo a grandi passi, ormai stella anche a Parigi dove si è trasferita a vivere, se finora si è distinta in ruoli che hanno valorizzato anche la sua naturale vivacità come persona, è senza dubbio pronta pure per ruoli più tragici e, infatti, proprio qui a Liegi debutterà la prossima stagione come Gilda in Rigoletto. Una partner perfetta per Lawrence Brownlee di cui è sempre un’enorme piacere godere del talento naturale e della sua maestria nell’usarlo, con dizione francese irreprensibile e chiarissima anche nei dialoghi, solo con un leggero accento che per il tirolese Tonio che interpreta è funzionale. Il tenore americano supera l’Everest di “Ah! mes amis, quel jour de fête!” come pochi oggi, con morbidi e luminosi slanci sempre più potenti e pieni nel raggiungere i do più acuti, e qualche goccia di sudore ne testimonia la difficoltà anche per un dotatissimo come lui. Se la Devos è in pantaloncini e scarponi militari, tutti i soldati, compreso Lawrence Brownlee e Pietro Spagnoli, non sono invece in divisa e questa è forse l’unica scelta poco condivisibile dello scarno ma per il resto funzionale e divertente allestimento. Ma la voce del tenore americano fa dimenticare e sfoca in secondo piano tutto il resto. Bravi anche gli altri interpreti e il coro diretto da Denis Segond, sul podio infine il giovane maestro spagnolo Jordi Bernàcer assicura la necessaria lettura brillante ma elegante e precisa.

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