Le ali spezzate di Desdemona

L'Otello di Nekrosius inaugura al Petruzzelli la stagione barese

Recensione
classica
Teatro Petruzzelli Bari
Giuseppe Verdi
19 Gennaio 2013
Una piattaforma rotonda come un’isola e un paio di ali spezzate sono le metafore sceniche di cui si serve Eimuntas Nekrosius per il suo “Otello” verdiano, pensato due anni fa per il teatro dell’Opera di Vilnius e portato a Bari per inaugurare la stagione al Petruzzelli con un nuovo allestimento. Su quell’isola, o su quella ruota, si organizzano (sempre con meticolosa cura) i pensieri, le azioni, i personaggi, la vita; le ali spezzate sono l’allegoria della morte di Desdemona, tanto che proprio tra le due ali, ricongiunte alla fine come le due valve di una conchiglia, troverà il suo sepolcro anche Otello, suicida. Si resta dibattuti di fronte alla messa in scena del regista lituano che a furia di combattere il realismo rischia di paralizzare le passioni di questo ennesimo capolavoro shakespeariano del quale lui è ormai uno specialista. Il primo duetto tra Otello e Desdemona passa senza grande emozione, nonostante la notevole bravura del soprano Julianna di Giacomo. Vero è che in questa produzione è mancato proprio Otello. Il tenore americano Clifton Forbis è infatti parso in evidente difficoltà forse per problemi di salute; il pubblico della prima ha evidentemente compreso e gli ha risparmiato i fischi. Anche Jago, ben interpretato da Claudio Sgura, sembrava un saggio di perfidia più che un personaggio in carne e ossa. Molto positiva la prova dell’orchestra e del coro del Petruzzelli al debutto operistico, dopo il breve ma intenso tirocinio sinfonico con l’integrale beethoveniana. Peccato che Keri-Lynn Wilson abbia lavorato d’eleganza più che d’incisività. Nonostante un po’ di freddezza, il pubblico ha comunque premiato tutti con gli applausi. Tutti tranne Nekrosius, rimasto nel suo palco al prim’ordine.

Interpreti: Clifton Forbis (Otello), Julianna di Giacomo (Desdemona), Claudio Sgura (Jago), Sara Fulgoni (Emilia), Francisco Corujo (Cassio), Massimiliano Chiarolla (Roderigo), Luca Tittolo (Lodovico), Roberto Abbondanza (Montano), Antonio Muserra (Un Araldo)

Regia: Eimuntas Nekrosius

Scene: Marius Nekrosius

Costumi: Nadezda Gultiajeva

Orchestra: Orchestra del Teatro Petruzzelli

Direttore: Keri-Lynn Wilson

Coro: Coro del Teatro Petruzzelli; Voci bianche "all'Ottava"

Maestro Coro: Francesco Sebastiani; Emanuela Aymone

Luci: Audrius Jankauskas

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Roma, Accademia Nazionale di Santa Cecilia: un imprevisto iniziale ha fatto cominciare in ritardo il concerto, ma l’attesa è stata ripagata pienamente

classica

A Firenze il teatro del Maggio propone il capolavoro di Leonard Bernstein 

classica

All’Opéra du Rhin di Strasburgo riproposto dopo 158 anni il primo lavoro di Jacques Offenbach per l’Opéra Comique