La Selva Morale e Spirituale a Cremona

William Christie ha diretto  Les Arts Florissants  per il Festival Monteverdi

La Selva Morale e Spirituale
La Selva Morale e Spirituale
Recensione
classica
San Marcellino, Cremona
La Selva Morale e Spirituale
20 Giugno 2024

Tra gli appuntamenti più attesi del Monteverdi Festival di Cremona, il concerto di Les Arts Florissants diretti da William Christie ha richiamato nella splendida chiesa di San Marcellino  un pubblico attento e numeroso. In programma diversi brani tratti dalla Selva Morale e Spirituale, opera composita che Monteverdi scrisse negli ultimi anni della sua vita, accostati a musiche strumentali di compositori a lui contemporanei come Dario Castello  e Giovanni Battista Fontana. Christie, all’organo, da anni impegnato nella crescita e formazione professionale di giovani artisti, ha guidato un gruppo di eccellenti musicisti, composto da quattro archi e sei voci.

Tra i brani scelti, alcuni erano propriamente “spirituali”, legati ad occasioni liturgiche e paraliturgiche come Confitebor  tibi Domine III, Iste confessor, Beatus vir, Laudate Dominum;  altri invece “morali”, in italiano e dal contenuto edificante, tutti sul tema della caducità delle cose terrene e della fuggevolezza del tempo (“Che, se miri, il passato/È già morto; il futuro ancor non nato/ Il presente, partito/Non ben anco apparito” recita È questa vita un lampo, versi di Don Angelo Grillo).

Testi che hanno fornito al compositore occasioni numerosissime per piegare la musica alla “seconda prattica”, raffigurando musicalmente gli affetti  espressi dalle parole con inaspettate dissonanze, o dolorosi cromatismi, o improvvisi e danzanti cambi di metro. Come in Chi vol che m’innamori, sempre su testo di Angelo Grillo, nelle contrapposizioni tra riso e pianto, luce e ombra, nascita e morte; o come anche nel madrigalismo sull’ imperativo “Surge” in Nigra sum sed formosa, unico brano presentato dal Vespro della Beata Vergine.

La bravura dell’ensemble si è apprezzata sia nei brani polifonici, dove era impegnata tutta la compagine, nei begli equilibri fonici e nella perfetta sincronia delle inflessioni espressive, sia in quelli a voce sola, come Il pianto della Madonna che conclude la silloge, travestimento spirituale del Lamento di Arianna  di cui l’autore diede anche una versione  a cinque voci e basso continuo nel Sesto Libro di Madrigali, interpretato con straordinaria intensità drammatica.

L’ensemble era composto da Lucía Martín-Cartón e Gwendoline Blondeel soprani, Mélodie Ruvio contralto, Bastien Rimondi e Cyril Auvity tenori, Cyril Costanzo basso; e Augusta Mckay Lodge primo violino, Magdalena Sypniewski violino, Elena Andreyev violoncello e Alexandre Teyssonnière De Gramont contrabbasso.

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