La prima volta di Dardust con l’orchestra

Il compositore presenta la sua prima partitura orchestrale

LF

16 febbraio 2026 • 3 minuti di lettura

Dardust e la FORM
Dardust e la FORM

Ancona, Aula Magna d’Ateneo

Dardust e la FORM

12/02/2026 - 12/02/2026

Tra le variegate proposte della stagione sinfonica della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’incontro con Dardust -all’anagrafe Dario Faini- ha assunto un sapore particolare, non solo perché ha rappresentato  una convergenza tra repertori classici e pop, e relative tipologie di  pubblico,  ma anche perché l’artista di origini marchigiane ha presentato una sua originale composizione eseguita in prima assoluta recentemente a Milano,  stagione dei Pomeriggi Musicali, e riproposta per il pubblico anconetano, accorso numerosissimo all’aula magna dell’Università. La composizione è  il Piano Concerto n.1, che rappresenta la sua prima partitura orchestrale. 

Dardust,  una delle figure più conosciute della popular  music  italiana,  è pianista di formazione classica, compositore, produttore discografico e autore  di  alcune delle canzoni di maggior successo degli ultimi anni, con collaborazioni che vanno da Mahmood a Elodie, da Irama a Madame, fino ad Angelina Mango, per la quale ha scritto La noia, canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2024. Accanto alle canzoni coltiva  una produzione autoriale personale, fondata su un linguaggio che contamina generi e influenze diversi tra elettronica, minimalismo, musica da film, sinfonismo. È sua Fantasia italiana,  colonna sonora ufficiale delle  Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

Il Piano concerto n.1 è stato realizzato in collaborazione con Ze in the Clouds e Alberto Cipolla per l’orchestrazione e si articola nei classici tre tempi. Molti e diversificati sono gli echi che si avvertono nella scrittura: Gershwin e Rachmaninov nel primo tempo, ma anche una piana cantabilità costituita da temi semplici e sentimentali, non sottoposti ad elaborazione  ma piuttosto ripetuti uguali a se stessi, come spesso succede nella musica popular. La scrittura pianistica risente in alcuni momenti dello stile  di Ravel e Debussy: al suono delicato ed iridescente di alcune pagine si contrappongono sezioni in stile percussivo e violento di chiara ascendenza stravinskiana. Specie nell’ultimo tempo, Allegro con fuoco, gli archi eseguono un ostinato ritmico-melodico in 7/8 su cui emerge una sequenza campionata di voci rappate: è sicuramente la pagina meglio riuscita, soprattutto per  vitalità ritmica e  ricerca timbrica,  peccato solo la ripetizione continua e invariata, forse eccessiva, della melodia soprastante eseguita dai fiati.

Al brano di Dardust  facevano da cornice l’Ouverture dalle Nozze di Figaro e la Sinfonia n. 40 di Mozart, dirette dal venticinquenne Davide Trolton, che vanta un curriculum dove già spiccano conduzioni di orchestre di prestigio come Orchestra Sinfonica di Milano,  ORT Orchestra della Toscana, ISA Istituzione Sinfonica Abruzzese, Filarmonica de Stat Târgu Mureș (RO), OPV Orchestra di Padova e del Veneto, I Solisti Aquilani, Orchestra Fondazione Luciano Pavarotti, Roma 3  Orchestra e Orchestra Senzaspine. La lettura delle due pagine mozartiane è stata precisa, molto passionale  e nevrile, specie nel terzo e quarto tempo della sinfonia, staccati in tempo molto vivace ed impetuoso. 

Il sold out della serata è stato sicuramente per sentire e vedere Dardust, non per Mozart; ma sarà stata un’occasione per ascoltare anche il genio di Salisburgo che magari qualcuno conosceva solo per nome.