La Camerata Salzburg per Haydn

Con la pianista Gile Bae nell’ambito di Ferrara Musica

GD

25 febbraio 2026 • 3 minuti di lettura

La Camerata Salzburg e Gile Bae (Foto Marco Caselli Nirmal)
La Camerata Salzburg e Gile Bae (Foto Marco Caselli Nirmal)

Teatro Comunale, Ferrara

Gile Bae e Camerata Salzburg

25/02/2026 - 25/02/2026

Prosegue la ricca e interessante stagione 2025/2026 di Ferrara Musica: stavolta sul palco del Teatro Comunale si è avuta l’occasione di assistere a un’apprezzabile esibizione della pianista Gile Bae insieme alla Camerata Salzburg, uno dei complessi cameristici più rinomati e importanti del mondo, guidata da Thomas Reif nel ruolo di concertatore. Il programma è stato dedicato all’alternanza tra il Classicismo inossidabile di Haydn e il Romanticismo armonioso di Schumann.

Il sipario si è aperto sull’overture de L’isola disabitata dell’autore austriaco, eseguita dall’ensemble con una spiccata compattezza sonora e una sentita comprensione e, dunque, bilanciamento umorale tra lo slancio energico e la notturna introspezione che caratterizzano il brano. Dopo questo gustoso amuse-bouche che ha subito chiarito le qualità dell’organico, Gile Bae si è cimentata nell’interpretazione del Concerto per pianoforte e orchestra in La minore di Robert Schumann. La pianista olandese possiede sicuramente una tecnica solida ed efficace, che le ha permesso senza troppi problemi di dominare la raffinata partitura dell’opera e al contempo di esibire una particolare intesa con l’orchestra, anche laddove il concerto conferisce più spazio al solista. Sempre concentrata e attenta alla chiarezza del suono e alla precisione del ritmo, la musicista di origini sudcoreane si è disimpegnata agevolmente pure nelle sezioni più virtuosistiche, esibendo una tecnica di alto livello. Permane qualche dubbio in merito all’interpretazione generale del brano, che avrebbe forse meritato una maggiore cura nelle dinamiche e un’energia tale da rendere l’esecuzione più personale e meno limitata alla semplice, seppur gradevole, restituzione accademica del testo. Pertanto, il pianismo di Gile Bae va inteso in un’ottica di progressivo e fiducioso sviluppo che, considerando le robuste basi tecniche su cui si fonda, non tarderà a generare frutti più maturi sul piano dell’interpretazione. Per quanto concerne il lato dell’accompagnamento, invece, la Camerata Salzburg ha avuto l’occasione non solo di evidenziare l’omogeneità dell’intonazione degli archi, ma anche l’aggraziata musicalità dei suoi legni.

Dopo l’intervallo, Schumann è stato di nuovo protagonista con i Bilder aus Osten, una collana di sei piccoli improvvisi dedicati all’omonima opera del poeta orientalista Friedrich Ruckert. Adottando la trascrizione per archi di Friedrich Herrmann, la compagine austriaca ha indagato con dovizia tutti i divertenti misteri celati nei primi due brani della raccolta; le intriganti variazioni agogiche e la generale musicalità distillata dall’ampio fraseggio della Camerata hanno guidato il pubblico in un viaggio breve ma accorato tra alcune pagine di Schumann meno note di altre, ma che contengono limpidamente tutto il romantico struggimento dei suoi alter ego poetici Eusebio e Florestano.

Quasi senza soluzione di continuità, Thomas Reif ha dato l’attacco per l’adagio assertivo e a suo modo tonitruante della Sinfonia n. 104 in Re Maggiore “Londra” di Haydn. La consueta dialettica tra tensione e distensione che contraddistingue lo stile classico è emersa con veemenza acustica e trasparenza melodica, merito del perfetto equilibrio tra tutti i reparti orchestrali. Tra appassionati lirismi, drammatiche perorazioni timbriche ed energiche danze giocose, la Camerata Salzburg ha elargito con disinvoltura tecnica e manifesta esperienza interpretativa tutta la nobiltà e la leggera solennità della musica di Haydn, senza mai oscurarne l’inventiva genialità melodica, come si è evinto ascoltando il tema popolaresco dell’ultimo travolgente movimento.

Al termine del concerto, una sala gremita ha tributato convinti applausi a tutti gli artisti coinvolti.