Il tiepido ritorno di Manon

Torna, dopo quindici anni, "Manon Lescaut" a Parma. Nuovo allestimento sobrio e funzionale stragliato "su misura" sulla Dessì, protagonista vocalmente consapevole ed efficace, apprezzata dal pubblico parmigiano. Meno adeguato il Des Grieux di Armiliato. Equilibrato Morandi alla guida dell'orchestra del Regio. Pubblico numeroso ma tiepido. Alla fine qualche dissenso per tenore e regia.

Recensione
classica
Fondazione Teatro Regio di Parma Parma
Giacomo Puccini
13 Dicembre 2005
Dopo quindici anni di assenza la terza opera di Puccini è tornata sul palcoscenico del Regio di Parma con un nuovo allestimento sobrio e ritagliato attorno alla figura artistica di Daniela Dessì. La regia di Stephen Medcalf ha immaginato il percorso tracciato dal dramma di Manon lavorando per sottrazione. Le ambientazioni sono rievocate attraverso elementi essenziali: insegne sospese per l'osteria del primo atto, specchi che diventano prigione tra il secondo e il terzo, la poppa di una grande nave che incombe sullo sfondo e qualche zolla di terra nel vuoto deserto finale. Il tutto gestito con efficace misura su una scena - ideata, assieme ai costumi, da Jamie Vartan - che si spoglia a poco a poco, di oggetti come di persone: semplici ma funzionali i "fermo immagine" del primo atto, quando i personaggi che affollano la scena si bloccano nei momenti dedicati a Des Grieux e Manon. Pier Giorgio Morandi dirige l'orchestra e il coro del Regio (quest'ultimo preparato da Martino Faggiani) con gusto equilibrato, senza scavare troppo nella partitura e rispettando nel complesso il segno musicale dell'opera. Daniela Dessì restituisce il suo personaggio con palese consapevolzza, sia vocale - belle finezze di emissione - sia interpretativa. Più incerto il Des Grieux di Fabio Armiliato, a tratti limitato nel dato espressivo a causa di una vocalità che non sempre riesce a modellare con naturalezza, nonostante un impegno che comunque va riconosciuto. Il pubblico che ha esaurito il teatro si è dimostrato tiepido, riservando agli artisti alla fine applausi non più che cortesi - ad eccezione del calore riservato alla Dessì - e qualche dissenso per il tenore e la regia.

Note: Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma

Interpreti: Manon Lescaut: DANIELA DESSÌ Lescaut: CARMELO CORRADO CARUSO Il cav. Renato des Grieux: FABIO ARMILIATO Geronte di Ravoir: ANGELO ROMERO Edmondo: LUCA CASALIN L'oste: ROBERTO TAGLIAVINI Il maestro di ballo: PAOLO BARBACINI Un musico: ALESSANDRA CANETTIERI Un lampionaio: NICOLA PASCOLI

Regia: STEPHEN MEDCALF

Scene: JAMIE VARTAN

Costumi: JAMIE VARTAN

Coreografo: MAXINE BRAHAM

Orchestra: ORCHESTRA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Direttore: PIER GIORGIO MORANDI

Coro: CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Maestro Coro: MARTINO FAGGIANI

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Un programma apparentemente eterogeneo ma percorso da un (sottile) filo comune: il Mediterraneo  e l’Italia

classica

La conclusione della terza edizione del festival Purtimiro di Lugo, con Sogno Barocco e Concerto Italiano

classica

Perplessità per molti dei lavori di teatro musicale presentati nella rassegna veneziana curata da Ivan Fedele