Il paradigma romantico del Quartetto Prometeo

Al Festival di Portogruaro l’ensemble si esibisce in una formazione rinnovata all’insegna del romanticismo

Il Quartetto Prometeo e Damiano Scarpa
Il Quartetto Prometeo e Damiano Scarpa
Recensione
classica
Portogruaro
Il Quartetto Prometeo e Damiano Scarpa
02 Settembre 2019

Cambia la direzione artistica del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro ma il Quartetto Prometeo fortunatamente rimane, offrendo un concerto interamente in linea con il tema della 37° edizione della rassegna,Il paradigma romantico. Al suo interno si rintracciano infatti il primo Quartetto di Schumann e il Quintetto op. 163 di Schubert, due opere in grado di riportare l’accento sulle capacità interpretative di questo straordinario gruppo di musicisti, incline ad attraversare i diversi repertori oltre la musica moderna e contemporanea, campo nel quale l’ensemble si è comunque particolarmente distinto. Il recente benvenuto alla violista Danusha Waskiewicz non ha causato alcuna ripercussione in termini di coesione e affiatamento, rinnovandoli addirittura sia nei movimenti rapidi che nei momenti più lirici. Lo si avverte soprattutto nell’Adagio di Schumann, la cui scrittura consente forse una maggiore libertà interpretativa rispetto agli altri tempi.

Il Quintetto d’archi di Schubert è reso possibile grazie alla partecipazione del violoncellista Damiano Scarpa, amico e collega del Quartetto Prometeo. Il dirompente passaggio dal silenzio al suono delle prime battute cambia completamente l’atmosfera, catturando immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore dopo l’intervallo. Sonorità evanescenti si alternano a passaggi più discorsivi in un contesto sonoro irresistibilmente seducente. Così nell’Adagio: laddove la componente statica dettata da una serie di suoni tenuti fanno da sfondo agli elementi tematici e ritmici di questa musica, l’interpretazione del Quartetto Prometeo attribuisce maggiore volume alla scrittura, concorrendo all’esaltazione di un inebriante effetto straniante. La carica sferzante dello Scherzo confluisce infine nell’Allegretto finale che si diverte a prendere il passo di danza. Dopo l’incalzante conclusione, si ritorna alla realtà senza essersi accorti di aver partecipato a quasi un’ora ininterrotta di musica. Ripetuti gli applausi da parte del pubblico del Teatro Russolo, mentre il Festival proseguirà fino al 18 settembre.

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Applausi per il pianista pisano che affronta la Nona di Beethoven nell’adattamento pianistico di Liszt

classica

Il coro del monastero Danilov di Mosca chiude il Festival di Musica e Arte Sacra di Roma

classica

Andrea De Carlo ha diretto Amare e fingere al Festival Barocco Alessandro Stradella