Hanno fatto la festa a Rossini

Roma: sconcertante allestimento del Barbiere per festeggiare il bicentenario della prima

Recensione
classica
Teatro dell'Opera di Roma Roma
Gioachino Rossini
11 Febbraio 2016
Perché durante la Sinfonia i ritratti di Luigi XVI e altri tiranni di diverse epoche - Mussolini, Franco, Saddam, ecc. - vengono decapitati da una mano invisibile, che, dato che usa sapone da barba e rasoio, è verosimilmente quella di Figaro? Difficile capirlo per chi non abbia assistito alla conferenza di presentazione di questo nuovo allestimento - ovvero il 99% del pubblico - e quindi non sia informato che Davide Livermore, per celebrare la prima del Barbiere al Teatro Argentina di Roma duecento anni fa, ha pensato di ripercorrere le epoche storiche trascorse da allora, evolvendo di scena in scena dal 1816 ad oggi. Anzi, dato che c'era, è partito da ancora più indietro, dalla commedia di Beaumarchais, che è del 1785, alla vigilia della rivoluzione francese. Questo spiega ma non giustifica la ghigliottina in scena e i balletti di personaggi senza testa e, andando avanti, l'affastellamento di trovate senza alcun collegamento con l'azione e la musica, per la cui realizzazione si sono scomodati un collaboratore per le illustrazioni, uno per i video e uno per gli effetti magici (!). Più un onnipresente mimo vestito da orso (?). Più un invadente attore come Ambrogio, che sarebbe un ruolo assolutamente marginale ma va a formare con Bartolo e Basilio un terzetto di vecchi ridicoli, rimbambiti e paralitici, secondo la vecchia ma evidentemente immortale tradizione del Rossini infarcito di gag da avanspettacolo. Tutto questo voleva essere comico, però non si sono sentite risate ma fischi e buh. Migliore seppure non entusiasmante la realizzazione musicale. La direzione indubbiamente esperta di Donato Renzetti è sembrata questa volta poco brillante, forse perché oppressa dalla scena, ma comunque è stata molto applaudita. Chiara Amarù è una Rosina garbata, di bel timbro e buona tecnica, e si produce in variazioni deliziose. Edgardo Rocha è un attore spigliato e un buon cantante, che se la cava discretamente anche nella terribile "Cessa di più resistere". Il Figaro di Florian Sempey è di per sé un po' pallido e per di più viene sopraffatto dal bailamme intorno a lui. D'altronde la stessa sorte tocca a un cantante come Ildebrando D'Arcangelo (Basilio), che in altri contesti certamente non apparirebbe pallido. Modesto il Bartolo di Simone Del Savio.

Note: Illustrazioni di Francesco Calcagni, Video di D-WOK, effetti magici di Alexander

Interpreti: Chiara Amarù/Tereesa Iervolino (Rosina), Florian Sempey/Julian Kim (Figaro), Edgardo Rocha/Merto Sungu (Conte di Almaviva), Ildebrando D'Arcangelo/Mikhail Korobeinikov (Basilio); Simone Del Savio/Omar Montanari (Bartolo), Eleonora De La Pena (Berta), Vincenzo Nizzardo (Fiorello) Sax Nicosia (Ambrogio), Riccardo Coltellacci/Fabio Tinalli (Ufficiale). Al fortepiano Marco Forgione

Regia: Davide Livermore

Scene: Davide Livermore

Costumi: Gianluca Falaschi

Orchestra: Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma

Direttore: Donato Renzetti

Coro: Coro del Teatro dell'Opera di Roma

Maestro Coro: Roberto Gabbiani

Luci: Davide Livermore

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