Goldoni in Boemia

"Mirandolina" di Bohuslav Martinu per la prima volta al Teatro La Fenice

Recensione
classica
Gran Teatro La Fenice Venezia
Martinu
01 Luglio 2016
Un po’ sottotono quest’anno, la programmazione estiva della Fenice intitolata allo “Spirito della musica di Venezia” propone in cartellone un unico titolo operistico ma di sicuro interesse per la non frequente esecuzione: “Mirandolina” di Bohuslav Martinu. Frutto della stagione più tarda del compositore ceco, l’operina in tre atti tratta molto fedelmente dalla “Locandiera” di Carlo Goldoni approda per la prima volta sulla scena della Fenice a poco meno di sessant’anni dal debutto praghese. L’interessante saggio di Carlo Vitali nel programma di sala informa di certe simpatie di epoca stalinista per la lotta di classe in salsa goldoniana, ma esclude che nella scelta del soggetto vi fosse da parte di Martinu, all’epoca già cittadino americano, qualsiasi tentativo di ingraziarsi il regime del suo paese d’origine, per il quale non nutriva alcun tipo di simpatia. Suggestioni storiche che restano comunque sulla carta nell’allestimento firmato dal regista Gianmaria Aliverta. Muovendosi (e bene) sul piano della commedia, il regista inventa spiritose caratterizzazioni per gli improbabili corteggiatori dell’arguta locandiera Mirandolina attualizzando la cornice storica in una contemporanea beauty farm ad alto tasso di presenze maschili. Lo spettacolino tiene benissimo il ritmo e diverte, complice un cast ben preparato e ben disposto al gioco scenico. Silvia Frigato è una Mirandolina perfetta: agile nei movimenti come nell’uso della voce non enorme ma ben addestrata nelle agilità del barocco. Tanto Marcello Nardis e Bruno Taddia sono esuberanti nei panni del tronfio conte d’Albafiorita, fisicamente eccessivo come l’Abantantuono dei primi tempi, e dello spiantato marchese di Forlimpopoli, così sono misurati Omar Montanari e Leonardo Cortellazzi rispettivamente Ripafratta dal tono decisamente grave e Fabrizio di apprezzabile spessore lirico. Fresche e spigliate infine le due attricette di Giulia Della Peruta (Ortensia) e Laura Verrecchia (Dejanira), così come il cialtronesco servo di Christian Collia. Buon equilibrio in scena, buon equilibrio in buca grazie all’impegno dell’Orchestra della Fenice e del suo direttore John Axelrod, abile nel dare rilievo alle non sempre facili asimmetrie ritmiche della composita partitura di Martinu, in bilico fra verve rossiniana e colori slavi per questo stravagante Goldoni in trasferta boema. Sala non gremita ma generosa di applausi a tutti gli interpreti.

Note: Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice nell’ambito del festival «Lo spirito della musica di Venezia 2016». Date rappresentazioni: 1, 3, 9, 12 e 14 luglio 2016.

Interpreti: Silvia Frigato (Mirandolina), Giulia Della Peruta (Ortensia), Laura Verrecchia (Dejanira), Leonardo Cortellazzi (Fabrizio), Marcello Nardis (Il conte d’Albafiorita), Omar Montanari (Il cavaliere di Ripafratta), Bruno Taddia (Il marchese di Forlimpopoli), Christian Collia (Il servo del cavaliere)

Regia: Gianmaria Aliverta

Scene: Massimo Checchetto

Costumi: Carlos Tieppo

Orchestra: Orchestra del Teatro La Fenice

Direttore: John Axelrod

Luci: Fabio Barettin

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