Figaro a Hollywood

Caracalla: allestimento ipercomico ma con gusto del capolavoro di Rossini

Recensione
classica
Terme di Caracalla
Gioachino Rossini
18 Luglio 2016
A giudicare dai Barbieri visti a Roma da un po' di tempo in qua, è tornato di moda il Barbiere farsesco, infarcito di gags gratuite ed esagerate, che hanno poco o nulla a che vedere con la musica di Rossini. Quest'allestimento non fa eccezione ma, rispetto ad altri, è un esempio di moderazione e di assennatezza, che dimostra come anche la comicità più sfrenata non debba necessariamente buttare alle ortiche il buon gusto e l'intelligenza. Personalmente, pur restando ostinatamente fedeli al Rossini "more geometrico demonstrato" di Abbado e Ponnelle, dobbiamo riconoscere che l'ampiezza del palcoscenico delle Terme di Caracalla e la distanza degli spettatori dalla scena richiedono uno spettacolo mosso e vivace, talvolta anche eccessivo, come quello ideato da Lorenzo Mariani e dai suoi collaboratori. Durante la Sinfonia - che in tale ambiente è impossibile eseguire a sipario chiuso, perché il sipario non c'è - la regia ricrea una tranche de vie nelle antiche terme romane, dove i frequentatori - oibò! - ci mettono poco a scatenarsi in un'orgia: ecco allora intervenire la polizia, che a colpi di manganello ripristina la morale. Con questa trovata siamo trasportati come in un nuovo Helzapoppin dall'epoca di Caracalla al 1930 e da Siviglia a Hollywood, come informa una grande scritta luminosa e ribadiscono le continue allusioni al cinema di quegli anni. E Rossini si trova perfettamente a suo agio nella cornice moderna. Si va avanti tra gags mai gratuite ma innescate sempre dal testo o dalla musica e tra balletti e ballettini, cui generalmente siamo allergici, perché trasformano regolarmente i personaggi di Rossini in marionette senz'anima: ma in questo caso, sebbene ce ne siano senza risparmio, dobbiamo riconoscere che sono realizzati molto bene, grazie al fatto che il regista ha voluto come suo collaboratore un coreografo, Luciano Cannito, che non soltanto sa perfettamente come si fa un balletto ma riesce a far ballare in modo vivace e spigliato anche i cantanti. Tra quest'ultimi spicca il travolgente Paolo Bordogna, che può esprimere tutto il suo istrionismo vocale e scenico, scatenandosi senza mai sbracare. E finalmente ci dà un Bartolo non rincretinito e semiparalitico! Teresa Iervolino è "grassotta, genialotta", proprio come la descrivono libretto e musica: canta bene e con personalità, deliziandoci con variazioni tutte da godere, sia quando sono in stile sia quando sono libere da ogni remora. Ma tutti sono bravi: Mario Cassi (però Figaro in queste circostanze dovrebbe imporsi con maggior autorità di protagonista), Mikhail Korobeinikov e Giorgio Misseri. Anche Eleonora de la Peña ha il suo momento di gloria nel piccolo ruolo di Berta, trasformando la sua aria in uno spogliarello nello stile del burlesque, senza dimenticarsi di cantare impeccabilmente. Dal podio Yves Abel sta al gioco, dirigendo con precisione e stile ma non precludendosi qualche colorita aggiunta. In questi stessi giorni gira nelle piazze di Roma e del Lazio un altro Barbiere di Siviglia, più piccolo ma non meno scatenato, con minori mezzi ma non meno accuratamente realizzato... e soprattutto gratuito. Non è completo, ma la riduzione è molto rispettosa e lascia sostanzialmente integri i pezzi prescelti, che vengono eseguiti dalla Youth Orchestra del Teatro dell'Opera con l'organico pieno. Tantissimi spettatori - ad occhio seicento o settecento - senza che squilli un telefonino o che qualcuno se ne vada prima della fine, cosa che non sempre avviene nelle rappresentazioni "ufficiali". Un bel modo per portare l'opera fuori dagli stucchi e velluti dei teatri.

Interpreti: Teresa Iervolinon Eleonora de la Peña, Mario Cassi, Giorgio Misseri, Paolo Bordogna, Mikhail Korobeinikov, Daniele Terenzi, Riccardo Coltellacci. Al clavicembalo Marco Forgione

Regia: Lorenzo Mariani, collaboratore alla regia Luciano Cannito

Scene: William Orlandi

Costumi: Silvia Aymonino

Coreografo: Luciano Cannito

Orchestra: Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma

Direttore: Yves Abel

Coro: Coro del Teatro dell'Opera di Roma

Maestro Coro: Roberto Gabbiani

Luci: Linus Fellbom, riprese da Agostino Angelini

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