Dimenticare i Moderati: grandezze di Handel e Milton

Christie e Les Arts Florissants concludono con L'Allegro, il Penseroso e il Moderato la stagione di Ferrara Musica

Recensione
classica
Ferrara Musica Ferrara
Georg Friedrich Haendel
11 Maggio 2005
Ferrara Musica chiude la stagione 2004-2005, stagione di trapasso e d'attesa: si attendono mutamenti, Abbado sarà il fulcro di un nuovo formidabile polo Ferrara-Bologna-Modena-Reggio, c'è da tremare per i concorrenti e da godere per tutti gli altri. La stagione la ha chiusa, al Comunale di Ferrara, il grande William Christie, col grande complesso degli Arts Florissants, per una partitura del grande Handel, l'oratorio "L'Allegro, il Penseroso ed il Moderato", tessuto su versi di Jennens l'anno dopo il Saul, l'anno prima del Messiah. Nel titolo, quale dei tre umori v'attrae meno? Avete ragione: il Moderato è di tutt'altra pasta; l'Allegro e il Penseroso sono confezionati da Jennens a partire da due poemetti di John Milton: la lingua è splendida, abissale e sontuosa; il Moderato è aggiunto a far da terza parte, e le forze del bravo Jennens non possono paragonarsi a quelle del sublime vate cieco. In partitura, questo scarto di tono e di rango si rispecchia alla perfezione, e se è vero che, spesso, quella terza parte appiccicata si usava eliderla, potrebbe parere opportuna una mozione per continuare a farlo. L'umore Allegro e quello melanconico del Penseroso chinato sul pugno sinistro dialogano, concertano alternandosi arie di nobilissima stoffa handeliana e intensi recitativi accompagnati: qualche numero con l'obbligato vale la partitura intera: un'aria per soprano col flauto traverso, un obbligato del corno che l'anonimo solista interpreta alla grande cadenzando (quanti se ne saranno accorti?) con un lazzo: una citazione adamantina della marcia dell'Aida. Christie è sembrato altre volte più tonico, ma rimane un gran signore di questo repertorio, col suo gruppo eccellente. I solisti di canto restano al di sotto delle attese almeno in parte: se la cava bene Sophie Daneman, adeguato è il basso Konstantin Wolff, ma dal notissimo e amato Paul Agnew, che faticava a sostenere la voce, ci si aspettava altro. Poco pubblico in sala: è la vecchia, solita contraddizione di questa stupenda città, Ferrara, che gioca sempre sul limes tra periferia fattuale e aristocrazia del pensiero.

Interpreti: Sophie Daneman, Paul Agnew, Konstantin Wolff, Robin Scholtz del Tölzer Knabenchor

Orchestra: Les Arts Florissants

Direttore: William Christie

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

Teatro del Maggio: le tre opere di Puccini dirette da Valerio Galli

classica

Händel per l’Oper Frankfurt al Bockenheimer Depot con la regia di R. B. Schlather

classica

Successo di pubblico per le sorelle Labéque, al Romaeuropa Festival insieme a Bryce Dessner e David Chalmin