Die Frau ohne Schatten reloaded

A Salisburgo la Donna senz’ombra ambientata a Vienna nel 1955

Recensione
classica
Salzburger Festspiele Salisburgo
Richard Strauss
29 Luglio 2011
La Frau ohne Schatten di Christof Loy ha sorpreso tutti. Loy accantona completamente il lato favolistico presente in Hofmannsthal ambientando la vicenda in un teatro ottocentesco. Ciò basterebbe a far pensare a una meta-opera. C’è di più. In scena i personaggi in abiti quotidiani stanno in realtà provando la Frau: leggono la parte sul leggìo supervisionati da un regista, contornati da una segretaria, cameriere e sorveglianti. Il senso di straniamento è acuito dal fatto che la rappresentazione ha luogo negli anni ’50, riferimento – non immediatamente comprensibile – alla prima incisione dell’opera realizzata a Vienna nel 1955 sotto la bacchetta di Karl Böhm. Qui la storia della Donna senz’ombra è costretta a emergere solo attraverso la musica. Certo, la grandezza della partitura di Strauss è tale che neanche una regia così anticonvenzionale può ostacolare il suo completo dispiegamento. Il merito è tutto del geniale Christian Thielemann che non delude mai le aspettative. La sua acuta interpretazione, con i Wiener in forma come sempre, mette in luce ogni singolo elemento di forza dell’opera, eseguita senza tagli. Sul versante musicale davvero non si può volere di più; il pubblico salisburghese lo sa e ha accolto con grande calore il direttore d’orchestra. Non altrettanto si può dire del regista che alla fine è stati buati. Di pregio il cast vocale: su tutti svettano la moglie del tintore Evelyn Herlitzius, applauditissima, e la nutrice Michaela Schuster; bravi il gagliardo imperatore Stephen Gould e Wolfgang Koch, il tintore, anche se quest’ultimo non si distingue per presenza scenica; mentre l’imperatrice Anne Schwanewilms ha avuto qualche momento di debolezza. Rachel Frenkel, in abiti maschili, ha saputo conferire il preciso tratto di ineluttabilità alla voce del falco.

Note: Drammaturgia: Thomas Jonigk

Interpreti: Stephen Gould, Der Kaiser / Anne Schwanewilms, Die Kaiserin / Michaela Schuster, Die Amme. Wolfgang Koch, Barak, der Färber / Evelyn Herlitzius, Sein Weib Markus Brück, Der Einäugige / Steven Humes, Der Einarmige. Andreas Conrad, Der Bucklige / Thomas Johannes Mayer, Der Geisterbote / Rachel Frenkel, Die Stimme des Falken.

Regia: Christof Loy

Scene: Johannes Leiacker

Costumi: Ursula Renzenbrink

Coreografo: Thomas Wilhelm

Orchestra: Wiener Philarmoniker

Direttore: Christian Thielemann

Coro: Konzertvereinigung Wiener Staatsopernchor

Maestro Coro: Thomas Lang

Luci: Stefan Bolliger

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