Didone e Enea secondo l'ensemble barocco Les Surprises
Riuscite la regia, le scenografie e i costumi di Pierre Lebon, belle le voci delle protagoniste
19 febbraio 2026 • 4 minuti di lettura
Théâtre d’Enghien-les-Bains, Parigi
Didone e Enea
17/01/2026 - 03/05/2026Poetico, ricco di trovate, elegante, divertente, dal gusto prettamente inglese anche se ideato da francesi e con i recitativi nella lingua di Molière. Davvero una bella sorpresa quella realizzata dall'ensemble barocco Les Surprises, con la collaborazione del regista Pierre Lebon, qui anche scenografo e costumista, e le coreografie di Iris Florentiny. Il loro Didone ed Enea di Henry Purcell, in tournée in Francia sino a maggio prossimo, è fresco e ben realizzato, un ottimo esempio di come collocare fuori da un tempo preciso un’opera, mescolando stili e forme, senza perderne lo spirito originale. Didone ed Enea è stato messo in scena nello stile delle «masques» inglesi, spettacoli che fondevano musica, teatro, danza e macchine sceniche, adorati dal pubblico londinese nella seconda metà del XVII secolo, e con un cast vocale tutto femminile in omaggio al fatto che ai tempi di Purcell il lavoro fu rappresentato in una scuola femminile. Scelta motivata anche dall'eccellenza, vocale e scenica, delle laureate alla 28esima edizione Concorso Internazionale di Canto di Clermont-Ferrand in cui sono state selezionate le giovani protagoniste. Si fa notare innanzitutto la bellezza della voce di Didone, vellutata quanto potente, interpretata dal mezzosoprano Blandine de Sansal, bravissima, molto toccante nel celebre lamento finale "When I am laid in earth”; inglese invece il mezzo Grace Durham che incarna Enea, pure già con diversi premi al suo attivo, anche in Italia (premio Cesti), che appare però inizialmente meno efficace nelle parti recitate, ma molto brava e di bel timbro anche lei poi quando comincia a cantare; a loro fianco, ad interpretare sia Belinda che Lo Spirito, si fa notare poi anche il soprano Clara Penalva. La musica di Henry Purcell ed il libretto di Nahum Tate sono stati integrati con testi parlati tratti dall'Eneide di Virgilio e da Riccardo III, Macbeth e La Tempesta di Shakespeare. Il prologo e gli intermezzi sono stati quindi ricreati come scene di teatro totale, mescolando testo, arie, cori e danze. La direzione musicale e gli arrangiamenti sono di Louis-Noël Bestion de Camboulas, direttore artistico de Les Surprises. L’ensemble, che prende il nome dall’opera-balletto Les Surprises de l’Amour di Jean-Philippe Rameau, con la direzione di Bestion de Camboulas si è specializzata nel repertorio barocco, arricchendolo di nuove interpretazioni ed esplorando le possibilità sonore offerte dagli strumenti d’epoca. Il risultato è un’esecuzione di Didone ed Enea dalla sonorità inusuali e affascinanti, e l’allestimento non potrebbe valorizzarle meglio, mettendo i musicisti letteralmente al centro della scena. Tutti gli artisti partecipano ai movimenti e alle danze, compreso i musicisti che sono pure truccati e indossano costumi. Lo stesso regista Lebon, che è pure baritono, qui è anche attore e ballerino in scena, così come la coreografa è una delle ballerine. La macchina scenica, apparentemente artigianale, è in realtà sofisticata e studiata in ogni dettaglio, ben allietata dalle luci colorate di Bertrand Killy. L’impianto è a circoli concentrici, fulcro alcuni gradoni da teatro antico che ospitano i musicisti ma che non sono fissi, anche loro girano e si dividono in più parti all’occorrenza. Poi c’è il circolo delle scene vere e proprie, che comprendono il palazzo di Didone, ma anche un faro, e la porta centrale fa intravedere l’esterno: tanto il mare da dove arrivano e poi partiranno i troiani, quanto il bosco dove Enea va a caccia. Infine il circolo più esterno serve per fare arrivare il principe troiano in una divertente barca-bicicletta oppure anche in un letto. In quest’allestimento la figura di Enea, spesso lasciata in secondo piano, è infatti centrale e rappresentata in modo moderno come un marinaio con cerata nera. Al contrario risulta penalizzante invece il costume della regina Didone tutto nero, comprensibile negli intenti ma che risulta troppo austero. Ma nel complesso tutti i costumi sono gradevoli e ben integrati malgrado le tante ispirazioni diverse con cui sono stati disegnati, che contribuiscono a creare un’atmosfera tra tragedia greca, teatro elisabettiano, mondo degli spettacoli ambulanti e dei mimi, romanzo di Dickens e favola alla Mary Poppins, tutto straordinariamente perfettamente amalgamato. Anche le coreografie, che troppo spesso altrove risultano estranee all’allestimento, qui invece sono sempre ben integrate all’insieme e funzionali alla storia, oltre che gradevoli a vedersi e dai movimenti non banali e sempre alla ricerca dell’espressività di un un sentimento. Meritano infine una citazione anche i soprano Eugénie Lefebvre come L'Incantatrice e Louise Bourgeat come Prima Strega e Seconda Signora, il mezzo Juliette Gauthier come Seconda Strega e poi un marinaio, nonché il ballerino Aurélien Bednarek. E bravi pure tutti i musicisti di Les Surprises anche come attori e ballerini.