Bruson e i corsari

Secondo e ultimo allestimento operistico del Festival Verdi 2004, "Il corsaro" del Regio di Parma ha presentato uno spettacolo piacevole, riuscendo a sottolineare l'interesse per un Verdi "minore".

Recensione
classica
Fondazione Teatro Regio di Parma Parma
Giuseppe Verdi
08 Giugno 2004
Secondo e ultimo allestimento operistico del Festival Verdi 2004, "Il corsaro" del Regio di Parma ha presentato uno spettacolo piacevole, dove la musica di un Verdi più o meno "minore" ha potuto ribadire la propria funzione di ponte drammaturgico-stilistico che conduce ai capolavori successivi. Un lavoro che porta in seno indubbiamente pagine non prive di suggestione, come l'aria di Medora del primo atto o l'efficace preludio della scena quinta, atto terzo, assieme ad altre di più marcato mestiere: per tutte il monotono finale del secondo atto. Pregio della partitura è sicuramente il contrasto di tinte, un dato che se da un lato richiama nel complesso il debito nei confronti del "Macbeth", dall'altro porta a rintracciare nel tratteggio del triangolo Corrado-Medora-Gulnara i germi, certo ancora acerbi e inconsapevoli, dei protagonisti della futura "Aida", con un parallelo più marcato tra Gulnara e Amneris, per la forza del personaggio. È infatti Gulnara la vera protagonista, assieme a Corrado naturalmente, ed ha goduto in questa occasione di un'interpretazione appassionata grazie alla voce espressiva di Adriana Damato. Zvetan Michailov era un Corrado generoso ma non sempre incisivo, mentre la Medora di Michela Sburlati è restata sempre in ombra, complice probabilmente il dato vocale non adatto alla parte. Sempre di gran classe Renato Bruson, anche alle prese con una parte come quella di Seid, importante ma musicalmente non ricchissima di spunti memorabili. La direzione di Renato Palumbo ha spinto sui contrasti coloristici, basando sull'effetto - a tratti roboante - anche gli interventi del coro. Bella la regia di Puggelli, che ci portava sulle navi ora dei corsari (vele nere) ora dei turchi (rosse), con soluzioni suggestive come la selva di sartie che imprigiona Corrado nel terzo atto. Applausi per tutti alla fine.

Interpreti: Corrado, ZVETAN MICHAILOV; Medora, MICHELA SBURLATI; Seid, RENATO BRUSON; Gulnara, ADRIANA DAMATO; Selimo, GIANLUCA FLORIS; Giovanni, ARTURO CAULI; Un eunuco nero, uno schiavo, MARCELO PUENTE

Regia: Lamberto Puggelli

Scene: Marco Capuana

Costumi: Vera Marzot

Orchestra: Orchestra del Teatro Regio di Parma

Direttore: Renato Palumbo

Coro: Coro del Teatro Regio di Parma

Maestro Coro: Martino Faggiani

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