Assassini a Novara

Il nuovo progetto di Francesco Cusa sorprende il Novara Jazz

Recensione
jazz
Novara Jazz Novara
01 Dicembre 2012
Novara punta sui collettivi. Dopo Piero Bittolo Bon, esponente di punta del collettivo El Gallo Rojo, ora a calcare il palco di Novara Jazz Winter arrivano gli "assassini" di Francesco Cusa. Un progetto che ruota nell'orbita del collettivo/etichetta Improvvisatore Involontario raccogliendo le esperienze e le idee compositive sviluppate in Skrunch, il precedente sestetto di Cusa. Ma la dimensione del trio porta inevitabilmente a un maggiore gioco di squadra: pochi spazi per l'espressione solistica e più attenzione agli sviluppi dinamici, ai contrasti, alle reciproche integrazioni. Tromba e batteria disegnano ostinati e intrecci poliritmici mentre l'hammond sorregge la struttura con il suo registro ampio e la flessibilità del suono. E dove non basta l'hammond ci pensa l'elettronica ad ampliare gli spazi e a creare le profondità. Inevitabili i richiami agli anni Settanta, al funk e al jazz elettrico: temi rapidi, nervosi, spezzati, suonati all'unisono, che trafiggono l'aria e sorprendono per i frequenti e improvvisi cambi di mood. Musica spietata, che ti coglie all'improvviso e ti stringe come una garrota fino alla fine del concerto. Una manciata di lunghi brani, tutti a firma di Cusa, tratti da [i]The Beauty and the Grace[/i], il recente disco d'esordio del trio. Da segnalare la splendida "Coca Colon (Disco Infermo)" che cala lo spettatore in lente e distese atmosfere noir e anche se sembra allentare la presa tiene comunque il coltello sempre puntato alla gola.

Interpreti: Francesco Cusa: batteria; Flavio Zanuttini: tromba; Luca Dell'Anna: hammond piano

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