Early Music Stories #148
L’opera Pelopida di Girolamo Abos a conclusione del Valletta Baroque Festival
19 febbraio 2026 • 2 minuti di lettura
L’opera messa in scena alla fine del Valletta Baroque Festival di quest’anno è una rarità eseguita integralmente per la prima volta in tempi moderni. Si tratta di Pelopida di Girolamo Abos, un compositore nato a Malta e vissuto a Napoli, che è particolarmente cara al direttore artistico del festival Kenneth Zammit Tabona, che in gioventù aveva visto questa partitura quando lavorava nel Consiglio risorse museali della cattedrale di Malta e aveva promesso al curatore Dun Ġwann Azzopardi che un giorno l’avrebbe fatta eseguire insieme ad altre musiche dello stesso archivio.
Dopo aver coltivato a lungo quest’idea – l’inclusione nel programma della manifestazione era già stata prevista ma poi rimandata a causa della pandemia – il dramma per musica su libretto di Gaetano Roccaforte del 1747 è stato finalmente presentato nel Teatro Manoel di Valletta, il luogo ideale per poter apprezzare la musica di questo esponente della scuola napoletana poco conosciuto.
L’opera è stata eseguita dall’Arianna Art Ensemble diretto da Giulio Prandi, con la regia di Brett Nicholas Brown, e un cast vocale composto da Valentino Buzza (Pelopida), Filippo Mineccia (Egisto), Josè Maria Lo Monaco (Aspasia), Lucija Varsic (Oreste), Carlotta Colombo (Ismene) e Vittoriana De Amicis (Clito).
Nella prima parte del podcast il direttore d’orchestra presenta gli aspetti generali dell’opera dedicata alla figura del politico e militare tebano, che nella vicenda narrata nel libretto è diviso tra ragion di stato e ragioni dinastiche, evidenziando le caratteristiche della scrittura vocale di Abos.
Nella seconda parte il controtenore Mineccia approfondisce questo aspetto ricordando i famosi virtuosi che interpretarono i personaggi di Pelopida nel Teatro Argentina di Roma a metà Settecento.
Nella terza parte il regista descrive la genesi dell’allestimento nel quale passato e presente convivono attraverso le numerose copie di statue dell’arte classica che sono la cornice scenica nella quale si muovono i giovani interpreti dell’opera che ha concluso la 14° edizione del Valletta Baroque Festival.