Vienna chiude le case museo

Da Strauss a Schubert

JG

16 marzo 2026 • 2 minuti di lettura

Casa Museo Strauss
Casa Museo Strauss

Sono passati poco più di tre mesi dal termine delle celebrazioni dedicate a Johann Strauss in occasione dei duecento anni dalla sua nascita. Vienna, la città natale del compositore, non si è lasciata sfuggire l’occasione per festeggiare in pompa magna (https://www.johannstrauss2025.at/), con manifestazioni continue, eventi e un budget da capogiro di oltre 20 milioni di euro.      

La recente notizia della chiusura al pubblico di diversi musei comunali, tra cui proprio l’appartamento di Johann Strauss sulla Praterstrasse (quello in cui aveva composto nel 1866 il suo walzer più celebre “An der schönen blauen Donau”) ha lasciato di conseguenza molti a bocca aperta. Non solo ci si è interrogati sulla sostenibilità di ricorrenze mastodontiche e giubilei vari, ma anche sulle politiche culturali di una città che continuamente sfrutta l’etichetta “capitale mondiale della musica” come strategia di marketing. Oltre alla già menzionata casa di Strauss, infatti, altre succursali cittadine del Museo della città (Wien Museum) dedicate a celebri compositori locali sono state temporaneamente chiuse: Dal 2 marzo non sono più accessibili la casa natale di Franz Schubert sulla Nußdorfer Straße e la casa in cui Joseph Haydn aveva abitato dal 1797 e in cui aveva composto tra le altre cose gli oratori “La creazione” e “Le stagioni”. Le politiche di austerity della città di Vienna inoltre già a gennaio avevano condotto alla chiusura del museo sito nell’appartamento in cui Schubert era morto (Kettenbrückengasse). 

Informazioni su una possibile riapertura sono state date solo riguardo alla casa natale di Schubert, che ora si trova in restauro e che dovrebbe riaprire nel 2008, guarda caso in occasione di un giubileo, il duecentesimo anniversario della morte del compositore viennese.