Puccini ai tempi del Coronavirus

Ispirate all’emergenza sanitaria le produzioni del 66° Festival Puccini di Torre del Lago

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Giorgio Battistelli (Foto Roberto Masotti)
Giorgio Battistelli (Foto Roberto Masotti)

  «Una musica d’arte per tutti». Con questa breve e significativa sintesi, il direttore artistico del Festival Puccini, Giorgio Battistelli, annuncia l’edizione 2020 della kermesse incentrata sulla figura del musicista lucchese. Il cartellone, firmato Battistelli, rispecchia di una nuova creatività dinamica, amplia il ventaglio dei generi proposti, spaziando tra opera lirica, prosa, concerti, prime assolute, cinema e musica sacra. Con una nuova e moderna immagine, il 27 giugno (Cittadella del Carnevale di Viareggio), Gianni Schicchi apre la sessantaseiesima rassegna torrelaghese, rinnovata nel concept comunicativo adeguato alla situazione di emergenza attuale. La nuova programmazione tiene conto del Coronavirus e dei devastanti effetti finora provocati dal morbo: l’intento del festival è cercare, attraverso la musica e lo spettacolo, di far dimenticare i difficili momenti di isolamento vissuti durante l’emergenza sanitaria. Infatti, negli spettacoli, gli effetti della pandemia costituiranno soggetti protagonisti coniugati alle nuove modalità di rapporto tra le relazioni sociali, ancora condizionanti la vita quotidiana.

Naturalmente, il cartellone  2020, (27 giugno - 21 agosto) si svolgerà secondo i criteri di sicurezza in fatto di accoglienza: tutti gli spettacoli sono destinati a spazi aperti; unica eccezione la rassegna “Viareggio spirituale”, prevista itinerante nelle chiese cittadine.

Per quanto riguardi l’opera lirica, si hanno tre nuove produzioni: Gianni Schicchi, Tosca, Madama Butterfly, con allestimenti adeguati ai protocolli sanitari e in parte ispirati dal distanziamento imposto dagli attuali regolamenti. Le nuove produzioni traggono spunti proprio dalla pandemia per usufruire di nuovi concetti rappresentativi.

Il primo titolo oggetto delle nuove ottiche, è Gianni Schicchi. La regista Valentina Carrasco legge l’atto unico vedendo in Buoso Donati una vittima del Covid 19: «Un uomo anziano muore da solo, senza l’addio di nessun parente. IsolatoDunque, questi parenti, presi del paranoiavirus fino alla esacerbazione, non vogliono avvicinarsi.» - prosegue Carrasco. «Non sanno di cosa è morto Buoso ma sospettano il peggio. Tutto può essere fonte di contaminazione. Soprattutto il prossimo: l’altro è il nemico. Dietro tute, mascherine, guanti e una infinità di attrezzi protettivi, cercano disperatamente una via di uscita». Sempre secondo l’idea “attualizzata” della regista «Fare Gianni Schicchi adesso, è fare una catarsi sulla paura, la solitudine e la tristezza di questa pandemia. È cacciare via questi fantasmi a forza di risate. Nella strada dei grandi dell’umorismo nero, come Dino Risi, Monicelli o Billy Wilder, vogliamo esorcizzare questi demoni e, perché no, fare un tenero omaggio alla generazione bruciata dalla malattia: ai nostri cari babbini

Stefano Monti firma regia, scene e costumi per Tosca. La lettura innovativa del regista si basa sul «Ritorno all’essenziale. Tutto il resto è incertezza, tutto si svilupperà work in progress attraverso un continuo adattamento ad una situazione fluida dettata dalle disposizioni normative, dall’andamento epidemiologico, e soprattutto dalla percezione emotiva. Monti la costruisce la parte scenica con «tre grandi cornici rotonde in verticale, contenenti l’imperfezione di un mondo che oggi si manifesta attraverso l’attuale pandemia. Il tutto funzionale alla narrazione e al suo sotto-testo immaginario e simbolico. La struttura, dall'inizio alla fine, esprime la graduale concentrazione di tutte le emozioni e i valori ambivalenti o contrapposti, amore e gelosia, libertà dell'artista e potere schiacciante, fino all'esecuzione finale con i fucili puntati verso il pubblico. La luce assume un significato ancora più importante in quanto non si fa più solo portatore di valori emozionali e pittorici ma espressivi e funzionali. Cosa meglio della luce accecante diretta al pubblico può venire in soccorso per occultare necessità di distanziamento in momenti convenzionalmente di corpo a corpo, come l'accoltellamento di Scarpia. Saranno gli spettatori a completare nell’immaginario il gesto di Tosca che afferra il pugnale sprigionando un lampo di aggressività quale salvezza per lei e l’oggetto del suo amore. A completamento dell’apparato tecnico scenografico un maxi schermo per proiettare in remoto le tessere mosaico dei bambini-ragazzini chierici con al centro il sagrestano nell’impossibilità di disporre del coro dei bambini nella cantoria. La mascherina nasconde, cancella, la massa corale pretende l’anonimato di ognuno un non volto tra la folla, il mistero dell’identità, che ci perseguita da millenni ne esce soverchiante.»

Madama Butterfly non risente dell’influsso da pandemia, bensì del sentimento ecologista espresso nella regia di Manu Lalli, che firma pure scene e costumi. Filo conduttore dell’azione, la natura. Secondo Lalli «La natura, proprio come la piccola Butterfly, è complessa, appassionata, meravigliosa e fragile. E l’uomo civilizzato, crede spesso con leggerezza, che sia a sua disposizione, pensa di poter fare di quella natura quello che vuole. Possederla e poi prosciugarla, impossessandosi di tutti i suoi tesori, di tutto il suo splendore, senza la volontà di conoscerla. La natura, come Butterfly, può morire se non ne avremo cura. Ma forse proprio come nell’Opera del grande Puccini, il tempo della consapevolezza sta giungendo. Una consapevolezza data dall’accettazione della propria vigliaccheria e avidità, che ci insegni, anche e soprattutto grazie alla musica, che questo piccolo pianeta fatto di oceani, boschi, montagne, praterie, deserti è la nostra unica, fragile casa. Una casa che si ricorda del dolore subito e che non è immortale. Nelle leggende gli umani si spaventano per la paura della fine dei tempi. Oggi è il torturato pianeta a predirci l’approssimarsi di quella fine senza alcun intervento divino. Butterfly non può vivere senza l’amore. Lei, ci chiama. La sua voce è il grido silenzioso che proviene dalle cose stesse, un grido che tenta di arginare i nostri poteri sul mondo. La musica dell’opera ci guida. È venuto il tempo di ascoltare.»

Per il teatro con musica, Ci sono giorni che non accadono mai,  di Valerio Cappelli, interpretato da Sergio Castellitto e Isabella Ferrari, su regia dello stesso Castellitto, con musica inedita scritta da Ennio Morricone. Lo spettacolo, coprodotto con Ravenna Festival, ha la sua prima rappresentazione in Toscana: In esso sono descritti gli effetti esercitati dalla pandemia e dal forzato isolamento su una relazione d’amore.

Al celebre film di Fellini, La voce della Luna, si ispira una serata tra racconti e musica di e con Stefano Massini; questi, accompagnato dall’Orchestra del Festival Puccini, metterà in scena uno dei suoi affreschi narrativi, raccontando le tre opere in cartellone Tosca, Madama Butterflye Gianni Schicchi:  un concerto e uno spettacolo teatrale.

Dall’aria di Toscasi estrapola la citazione “Agli astri e al ciel” per etichettare due  serate dedicate e ispirate all’opera pucciniana. Si eseguiranno sei nuove composizioni, in prima assoluta, commissionate ai musicisti, Francesco Antonioni, Sara Caneva, Caterina Di Cecca, Virginia Guastella, Riccardo Panfili, Fabio Vacchi, ispirate a Tosca. Voce recitante, Stefania Sandrelli.

Al cinema è dedicata la proiezione del film Tempi moderni, di Charlie Chaplin, con l’esecuzione dal vivo delle musiche originali della colonna sonora originale del 1936; ad eseguirle l’Orchestra del Festival Puccini diretta da Timothy Brock.

Ancora un concerto strumentale (28 luglio) con l’Orchestra di S. Cecilia diretta da Antonio Pappano; in programma musiche di Puccini e Beethoven per il 250esimo della nascita.

Una serie di concerti è prevista nel Giardino di Villa Paolina; altri concerti di musica sacra si svolgeranno in quattro chiese di Viareggio.

Come biglietteria, la Fondazione ha deciso, per il Teatro di Torre del Lago, ridurre del 50% i prezzi dei biglietti nei diversi settori. Dopo l’acquisto, il cliente riceverà i propri biglietti in formato PDF al proprio indirizzo e-mail e potrà recarsi direttamente all’ingresso del Teatro senza dover ritirare o convertire all’Ufficio Biglietteria, attenendosi al regolamento che gli sarà fornito in allegato all’acquisto o consultabile sul nostro sito internet. In rispetto dei protocolli Covid-19 non è possibile acquistare e/o ritirare il biglietto direttamente allo sportello della biglietteria.

 

Info: www.puccinifestival.it

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