Mojca Lavrenčič vince il Concorso per Direttrice d’Orchestra “La Maestra”

Parigi: La giuria è stata presieduta da Oksana Lyniv, direttrice musicale del Teatro Comunale di Bologna.

AT

04 marzo 2026 • 4 minuti di lettura

Mojca Lavrenčič (Foto Pauline Ballet)
Mojca Lavrenčič (Foto Pauline Ballet)

"Un miracolo" l’ha definito la stessa vincitrice, la slovena Mojca Lavrenčič, 33 anni, nel suo breve discorso di ringraziamento dopo la proclamazione, perché non era stata selezionata per le fasi finali del Concorso ed è stata ripescata, in seguito al ritiro di un’altra candidata. Ma anche perché ha vinto con un solo punto di scarto dalla seconda classificata, la cinese Jiajing Lai, 34 anni. Eppure in finale, malgrado non si fosse inizialmente piazzata tra le prime sedici selezionate, la Lavrenčič ha molto impressionato, già durante le prove con le orchestre, per precisione e chiarezza del gesto, gioia di dirigere, originalità d’interpretazione, vincendo non solo il primo premio principale ma anche diversi altri premi speciali: quello del Prix du Comité des Orchestres Internationaux, il Prix du Comité ECHO (European Concert Hall Organisation), il Prix du Comité des Salles et Orchestres Français, il Prix des musiciens de l’Orchestre de Paris ed anche il Prix du Comité ARTE. Tutte le prove del concorso sono state trasmesse, infatti, in diretta su ARTE Concert, partner de La Maestra, e su Philharmonie Live, e saranno disponibili per due anni.

Il Concorso Internazionale per Direttrici d'Orchestra “La Maestra”, giunto alla quarta edizione, è nato nel 2020 per volontà della Philharmonie de Paris e dell'Orchestre Paris Mozart con l’obiettivo di favorire l’affermazione delle donne in un campo sinora ancora dominato da uomini. Se la presenza di una maestra sul podio non è più una rarità, ancora c’è da lavorare per una piena parità: dall'ultima edizione de La Maestra nel 2024, sono state registrate 218 nomine a direttore musicale, direttore principale o primo direttore ospite in un'orchestra professionale, di queste 176 a uomini e solo 42 di donne, il 23,86%. Ma la situazione sta cambiando velocemente: nel 2024 la percentuale di maestre nominate era solo de 10,5%, quindi in soli due anni la presenza femminile in questi ruoli è più che raddoppiata. Sono cresciute molto anche le candidature al Concorso che quest’anno ha registrato il record di 225 iscrizioni con la presenza di nuove nazionalità: due direttrici d'orchestra turche, una cubana, una messicana e una palestinese residente in Francia. Per partecipare alla competizione, che si è svolta alla Philharmonie de Paris. sono state selezionate 16 direttrici d'orchestra, in rappresentanza di 13 nazionalità diverse, con un'età media di 28 anni. La giuria del Premio La Maestra quest’anno è stata presieduta dalla direttrice d'orchestra ucraina Oksana Lyniv, direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna. Dopo Mojca Lavrenčič e Jiajing La, la terza classificata è stata la francese di 27 anni Alizé Léhon , che ha vinto pure il Prix du Comité Génération Opéra, quarta finalista l’americana di 28 anni Molly Turner. Inoltre la Lamar Elias , 26 anni, prima donna direttrice d’orchestra palestinese, ha ricevuto il Prix des musiciens du Paris Mozart Orchestra e una menzione speciale del Prix du Comité ECHO. Per cinque giorni, le sedici selezionate si sono alternate alla direzione dell'Orchestre Paris Mozart e, per la prima volta dall'inizio del concorso, hanno avuto anche l'opportunità di dirigere l'Orchestre de Paris durante la finale. Questo nuovo formato ha consentito di ampliare il repertorio delle prove: l'Orchestre de Paris Mozart è stata diretta, tra l’altro, in “Au fil du geste”, un nuovo lavoro commissionato per l’occasione alla compositrice singaporiana, che vive a Parigi, Diana Soh, oltre che in lavori del repertorio romantico (Beethoven, Brahms) e opere vocali (Mozart e Rossini), mentre l'Orchestre de Paris è stata diretta in finale in Stravinsky, (opera imposta, Petrouchka, primo tableau, versione 1947) e di Ravel (tirate a sorte, Rapsodie espagnole oppure La Valse). Ed è stata proprio la personale interpretazione de La Valse da parte di Mojca Lavrenčič , che ha saputo ben evidenziare e legare in modo assai fluido sia l’eredità viennese, con i suoi respiri orchestrali glissanti, che la modernità novecentesca più aspra della complessa e originale scrittura di Ravel, con i suoi cambiamenti di tonalità e passaggi repentini dal pianissimo al fortissimo, ovazionata dal pubblico nella Grande Salle Pierre Boulez della Philharmonie, che ha probabilmente fatto pendere in suo favore anche la bilancia dei giudici. La Lavrenčič, nata a Vienna, con studi a Lubiana, dopo tanti incarichi nella sua Slovenia, da qualche anno ha intrapreso la carriera internazionale, in Italia è già salita sul podio del Teatro Massimo di Palermo. A lei adesso andrà un premio in denaro, come alle altre due premiate dalla giuria, e l’accompagnamento per due anni dell'Accademia La Maestra, in collaborazione con i partner del Concorso.