Milano riscopre Gnecchi

"La rosiera" il 26 gennaio al Conservatorio

SJ

16 gennaio 2026 • 2 minuti di lettura

La rosiera
La rosiera

In occasione dei 150 anni della nascita di Vittorio Gnecchi Rusconi, al Conservatorio di Milano il 26 gennaio (ore 20,45) verrà eseguita in forma di concerto l'opera La rosiera in collaborazione con le Serate Musicali di Milano e la Fondazione MIA di Bergamo. Il compositore (1876-1954) non è ancora conosciuto quanto meriterebbe, anche se l'avventura della sua Cassandra è ormai storica, perché diretta da Arturo Toscanini nel 1903 a Bologna ha avuto fortuna in Europa ma mai in Italia. Le voci su Richard Strauss che avrebbe boicottato Gnecchi proprio a casa sua, a un passo dalla Scala, lasciano il tempo che trovano, come pure le insinuazioni che il compositore tedesco gli avesse "rubato" alcune pagine. La realtà è che entrambi hanno respirato lo spirito del tempo e che Gnecchi non ha avuto fortuna né è stato favorito dal fatto d'essere di una ricca famiglia milanese e giudicato un eterno dilettante.

Il libretto della La rosiera, a firma di Carlo Zangarini, è tratto dal racconto di Alfred de Musset On ne badine pas avec l'amour e ha avuto la sua prima storica in Germania nel 1927, poi a Trieste nel 1931 e dopo una ripresa a Ravenna è sparita dal repertorio. Il merito della riscoperta va a Delia Mazzola Gavazzeni che, oltre ad averla revisionata insieme con Marco Iannelli, ne è l'interprete principale con l'Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici diretta da Nicola Ferraresi. Si tratta di un "idillio tragico" dove le voci seguono linee leggere e sognanti, in sintonia col mondo settecentesco di de Musset, ma in perenne contrasto con un'orchestra aggressiva che ricorda le violente immagini dell’Espressionismo.