L’industria musicale britannica contro la Brexit 

Gli operatori del settore musicale esprimono i loro timori per l’impatto economico e sollecitano un ripensamento da parte dei politici ad abbandonare la UE 

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L'industria musicale inglese contro la Brexit
L'industria musicale inglese contro la Brexit

In una lettera aperta al Primo ministro e ai membri del Parlamento, i rappresentanti dell’industria musicale chiedono un’alternativa alla Brexit, che rappresenta una minaccia concreta per tutti i lavoratori del settore. L’abbandono dell’Unione doganale della UE, del mercato unico, e degli accordi quadro del settore che riguardano anche l’IVA (in tutto o in parte) potrebbe devastare la leadership globale del Regno Unito nel settore della musica, danneggiare il libero commercio, i tour e la promozione di artisti e opere prodotte nel paese. Nella lettera si ricorda che il contributo dell’industria musicale all’economia del Regno Unito è di 4,5 miliardi di sterline (circa 5 miliardi di euro), che gli artisti hanno creato esportazioni per un totale di 2,5 miliardi. (2.8 miliardi di euro) e che anche nel settore digitale la musica targata UK sta conquistando una posizione di leadership. La libertà di movimento è fondamentale per la capacità di un artista di portare in tour la propria musica e di promuovere la propria arte, secondo quanto scritto nell’appello accessibile nella piattaforma Music4EU.

Promotori dell’iniziativa sono Sammy Andrews, amministratore delegato della Deviate Digital, Cliff Fluet, avvocato specializzato nell’industria dell’intrattenimento e nel settore delle nuove tecnologie, Oisin Lunny, giornalista e consulente dell’industria musicale, e Mike Butcher, editor-at-large di TechCrunch. Principalmente rivolta ad artisti, produttori, manager, imprenditori e piattaforme di qualsiasi genere musicale, l’iniziativa vuole rappresentare una manifestazione concreta delle preoccupazioni che riguardano il settore musicale se il proposito di abbandonare la UE dovesse diventare realtà. L’obiettivo è comunque di coinvolgere anche i fan, che vengono sollecitati a contattare i propri rappresentanti parlamentari per manifestare le proprie opinioni sulla Brexit e a diffondere l’appello attraverso il web e i principali social network, compresi messaggi vocali via Soundcloud, ai loro musicisti del cuore. 

Finora, la lettera appello ha raggiunto circa 750 adesioni. Fra i primi firmatari ci sono Annie Lennox, Chrissie Hynde, Jamie Cullum, Paloma Faith e David Arnold. 

 

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