La Chigiana e le sue Isole

Dal 7 luglio al 1° settembre un cartellone ricco e distribuito nei luoghi chigiani di Siena e nei luoghi più belli del Senese, con qualche proposta per il grande pubblico, una variegata esplorazione di tendenze e il focus su Hans Werner Henze

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04 maggio 2026 • 4 minuti di lettura

Concerto per l’Italia, edizione 2025, (foto Roberto Testi)
Concerto per l’Italia, edizione 2025, (foto Roberto Testi)

“Isole”: come ha affermato il direttore artistico dell’Accademia Chigiana Nicola Sani, spiegando il nome di questa edizione dell’estate chigiana, Chigiana International Festival & Summer Academy dal 7 luglio al 1° settembre, la parola vuole richiamare territori-identità musicali diverse, musica antica, repertorio classico-romantico, musica contemporanea, elettronica, performances multimediali (ma anche memorie e dibattiti musicali), per un totale di oltre cento concerti. E quelle isole di bellezza che sono i borghi, castelli, chiese del Senese e oltre, visto che molti eventi, in particolare i saggi di fine corso degli allievi, si svolgono su un territorio che ci sembra diventare più esteso anno dopo anno e vede collaborazioni sempre più numerose.

Il calendario, come in tutte le edizioni firmate da Sani, alterna un altissimo numero di eventi realizzati da docenti, allievi, gruppi, ensembles e cori di conio chigiano o senese o nati sul territorio vicino, ma non mancano i grandi eventi per pubblici per dir così meno “isolani” e specifici, come il Concerto per l’Italia il 18 luglio in Piazza del Campo, con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniel Harding e Stefano Bollani al pianoforte in un programma davvero affascinante, Ravel, Musorgskij-Ravel e Gershwin, Alborada del gracioso, Quadri, Rapsodia in blu. Molti eventi, a Siena e altrove, sono realizzati dalle classi o dai loro prestigiosi docenti, e anche quelli che impegnano gli studenti non hanno niente del “saggio” tradizionale, proponendo programmi costruiti con accostamenti originali e ricchi di suggestioni e spesso avvalendosi di collaborazioni e incroci molto ricchi che coinvolgono competenze musicali svariate ed eterogenee.  

Come sempre negli ultimi anni c’è un focus che riguarda un compositore particolarmente rilevante per il Novecento e oltre, e la scelta di quest’anno è caduta su Hans Werner Henze, a cui è dedicata l’inaugurazione del 7 luglio in Sant’Agostino con il suo Requiem (1990-1992) ossia “nove concerti sacri” per pianoforte solista, tromba concertante e grande orchestra da camera (con Jeroen Berwaert tromba, Emanuele Arciuli pianoforte, Chigiana Percussion Ensemble e Orchestra della Toscana, direttore Kai Roehrig). Le occasioni di riascoltare Henze sono numerosissime, in concerti monografici e anche in accostamento con altri grandi del Novecento di cui ricorre il centenario, come nel concerto cameristico del 31 luglio a Palazzo Chigi Saracini in occasione del 100° anniversario dalla nascita di Franco Evangelisti e di Morton Feldman, e nello splendido programma del 10 agosto al Teatro dei Rozzi, con Henze, Compases para preguntas ensimismadas per viola sola (Tabea Zimmermann) e 22 strumentisti, sempre di Henze Canzona per oboe, arpa, pianoforte, 3 viole e violoncello, di György Kurtág una selezione da Signs, Games and Messages, di Morton Feldman The viola in my life 2, di Wolfgang Rihm In Frage. Henze fa la sua apparizione anche in programmi complessivamente ancorati al repertorio classico, come il concerto liederistico con Ian Bostridge con il pianista Julius Drake del 18 agosto a Palazzo Chigi Saracini, in cui Schubert e Mahler sono intercalati da una selezione dal ciclo henziano Sechs Gesänge aus dem Arabischen.

Il capitolo sul teatro musicale novità e classici del teatro musicale, e anche qui Henze ha grande spazio con lavori non scenici ma comunque di una certa intenzionalità drammatica, come la Cantata estrema su testo di Elsa Morante per soprano, coro da camera e tredici strumenti il 9 luglio in Sant’Agostino. Il 15 nella stessa sede ci sono due prime assolute di lavori di impostazione oratoriale, D’altro canto 2 di Nicola Bernardini e Requiem per Giulia Cecchettin di Andrea Mannucci su un testo scritto da Giulio Cecchettin, padre della studentessa padovana vittima di uno dei delitti di femminicidio che hanno più colpito l’opinione pubblica, produzioni che si avvalgono di un notevole numero di esecutori tra voci, strumenti, coro e live electronics. Al Teatro dei Rozzi ritorna il progetto OperaLab con la classe di canto di William Matteuzzi che affronta il Don Giovanni in una messinscena che ha la firma più che illustre di Henning Brockhaus e si avvale dell’Orchestra della Fondazione Luciano Pavarotti di Modena con Nicolò Jacopo Suppa sul podio (ai Rozzi il 20 e 21 luglio). Come sempre l’offerta sinfonica, oltre al Concerto per l’Italia di cui abbiamo già detto, ha altri suoi momenti rilevanti nei concerti della classe di direzione di Daniele Gatti e Luciano Acocella, ossia il Gran Galà sinfonico in Piazza del Campo il 19 luglio con il Concerto per violoncello n. 1 op. 33 di Camille Saint-Saëns e la Quinta di Cajkovskij, e, con altri programmi, il 12 e il 27 luglio ai Rinnovati. La musica antica si concentra anche in questa edizione a fine festival ed è frutto della partnership che la Chigiana ha stretto con il Mozarteum di Salisburgo e i suoi docenti del dipartimento di Musica antica con i concerti in varie sedi del 30 e 31 agosto e 1° settembre a Radicofani, al Teatro dei Rozzi e a Palazzo Chigi Saracini. Segnaliamo alcuni eventi che ci sembrano particolarmente stimolanti: la lectio di Giovanni Verrando (18 luglio al Conservatorio “Rinaldo Franci”) che illustra i nuovi orizzonti multimediali e transdisciplinare dello scrivere musica da camera; il 9 agosto a San Quirico d’Orcia l’evocazione di un’altra isola, Manhattan, con le musiche David Krakauer, George Gershwin, Steve Reich, John Zorn, con David Krakauer clarinetto e Kathleen Tagg pianoforte. Informazioni sul sito della Chigiana, biglietti 25 / 5 euro a seconda della tipologia degli eventi.