Il mito in scena a Salisburgo 

Presentato il cartellone 2019 del Festival di Salisburgo, il terzo con la direzione di Markus Hinterhäuser 

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Teodor Currentzis (Foto Anton Zavyalov)
Teodor Currentzis (Foto Anton Zavyalov)

Presentato il cartellone 2019 del Festival di Salisburgo in programma dal 20 luglio al 31 agosto. “Esistono ancora i miti nel nostro mondo?” è la domanda attorno alla quale il direttore artistico Markus Hinterhäuser ha costruito la ricca programmazione del suo terzo festival, dopo i temi “Politica” e “Passione” delle passate edizioni. Un festival, come ha illustrato la Presidente della Fondazione del Festival Helga Rabl-Städler, che può contare su un budget di poco meno di 62 milioni di euro, di cui 13,5 di finanziamenti pubblici e il resto da sponsor e dalla vendita dei circa 238 mila biglietti messi in vendita con prezzi fra i 5 e i 440 euro. 

Dopo la tradizionale apertura con Jedermann di Hugo von Hofmannstahl nella piazzetta antistante la cattedrale, il cartellone operistico verrà inaugurato il 25 luglio insolitamente dalla ripresa per tre recite della Salome allestita da Romeo Castellucci e la direzione di Franz Welser-Möst, che torna dopo l’enorme successo della scorsa edizione con la stessa, festeggiatissima protagonista Asmik Grigorian. La prima novità è in programma il 27 luglio e come sempre all’insegna di Mozart: sulla grande scena della Feslsenreitschule, dopo La clemenza di Tito, Peter Sellars firma l’allestimento di Idomeneo che avrà la direzione di Teodor Currentzis alla testa della Freiburger Barockorchester. Il 30 luglio debutta la nuova produzione di Medée di Luigi Cherubini con la direzione di Thomas Hengelbrock, la regia di Simon Stone e Sonya Yoncheva come protagonista. Dall’11 agosto si potrà vedere la nuova produzione di Oedipe di George Enescu con la direzione di Ingo Metzmacher e l’allestimento di Achim Freyer con Christopher Maltman protagonista. Salisburgo non dimentica il bicentenario di Offenbach, che verrà omaggiato con il nuovo allestimento il 14 agosto del celebre Orphée aux Enfers con la regia di Barrie Kosky, la direzione di Enrique Mazzola e un cast che comprende Marcel Beekman, Anne Sofie von Otter, Martin Winkler, Joel Prieto, Kathryn Lewek, Lea Desandre, Max Hopp, Peter Renz, Vasilisa Berzhanskaya, Frances Pappas e Nadine Weissmann. Completa il cartellone delle novità il 15 agosto il verdiano Simon Boccanegra in un allestimento curato da Andreas Kriegenburg e la direzione di Valery Gergiev, con Luca Salsi, Marina Rebeka, René Pape e Charles Castronovo nel cast. In programma anche la ripresa dell’allestimento firmato da Damiano Michieletto per il Festival di Pentecoste di Salisburgo dell’Alcina di Händel con Cecilia Bartoli protagonista e la direzione di Gianluca Capuano (dall’8 agosto) e due titoli in forma concertante: Adriana Lecouvreur di Cilea con Anna Netrebko e Yusif Eyvazov diretti da Marco Armiliato (28 luglio) e Luisa Miller di Verdi con Roberto Tagliavini, Piotr Beczala, Teresa Iervolino, Plácido Domingo, Nino Machaidze, John Relyea e la direzione di James Conlon (25 e 31 agosto). 

Come sempre molto ricco anche il cartellone sinfonico, che, oltre alla tradizionale rassegna sinfonica dei Wiener Philharmoniker (in programma anche la Messa da Requiem di Verdi con la direzione di Riccardo Muti), vedrà la presenza di prestigiose compagini internazionali come la SWR Symphoniorchester diretta da Teodor Currentzis, l’Orchestra della Radiotelevisione Bavarese diretta da Mariss Janssons, la West-Eastern Divan Orchestra diretta da Daniel Barenboim con Martha Argerich solista, i Berliner Philharmoniker diretti da Kirill Petrenko, la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Herbert Blomstedt e la Gewandhausorchester di Lipsia diretta da Andris Nelson. In cartellone inoltre, la tradizione rassegna di musica sacra “Ouverture spirituelle” che avrà come tema “Lacrimae”, serate di Lied con Christian Gerhaher, Georg Nigl, Patricia Petibon, oltre a Winterreise con Matthias Goerne accompagnato da Markus Hinterhäuser e le proiezioni di William Kentridge, e due rassegne monografiche dedicate a George Enescu e a Pascal Dusapin. 

 

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