In Germania la battaglia per riaprire i teatri continua

Dopo la bocciatura del tribunale, i promotori dell’iniziativa “Aufstehen für die Kunst” annunciano un ricorso alla Corte costituzionale

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I giudici della Corte Costituzionale tedesca
I giudici della Corte Costituzionale tedesca

Nononostante il parere negativo del Tribunale Amministrativo bavarese, non si arresta l’iniziativa di “Aufstehen für die Kunst” (In piedi per le arti) promossa dal direttore d’orchestra e organista Hansjörg Albrecht con la violinista Anne-Sophie Mutter, il baritono Christian Gerhaher e molti altri musicisti, che hanno deciso di intraprendere una battaglia legale per far riaprire i luoghi di spettacolo in Germania. Si rivolgeranno dunque alla Corte costituzionale i promotori dell’iniziativa per veder affermato il diritto alla “libertà dell’arte” come garantito dalla Costituzione tedesca messa in discussione, come sostengono i ricorrenti, da restrizioni estese per un periodo sproporzionatamente lungo e senza reale fondamento scientifico. Per difendere dunque la libertà degli artisti a esibirsi davanti a un pubblico anche facendosi forza delle evidenze scientifiche che dimostrano che il rischio di contagio nei teatri è più basso che nelle attività commerciali, nelle scuole o nei luoghi di culto, “Aufstehen für die Kunst” pretende un pronunciamento del tribunale supremo.

E mentre in Germania si allontana la data per una riapertura al pubblico delle sale e sono numerosi i teatri che hanno annunciato la cancellazione di ciò che resta di una stagione disgraziata, l’iniziativa “Aufstehen für die Kunst”, intanto, continua a raccogliere il sostegno di associazioni concertistiche, agenzie, organizzatori di eventi, editori e di chi di spettacolo vive, come Lisa Batiashvili, la coreografa Sasha Waltz e i direttori d’orchestra Kent Nagano, Thomas Hengelbrock e Herbert Blomstedt fra i più noti.

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