A George Benjamin il Leone d’Oro della Biennale 

Assegnato all’italiano Matteo Franceschini il Leone d’Argento

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George Benjamin (Foto Matthew Lloyd)
George Benjamin (Foto Matthew Lloyd)

Su proposta del direttore del Settore musica, Ivan Fedele, il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia ha deciso di assegnare il Leone d’Oro alla carriera a George Benjamin. Al giovane compositore Matteo Franceschini va invece il Leone d’Argento 2019. Nelle scorse edizioni, il Leone d’oro alla carriera per la Musica è stato attribuito a personalità come Goffredo Petrassi (1994), Luciano Berio (1995), Friedrich Cerha (2006), Giacomo Manzoni (2007), Helmut Lachenmann (2008), György Kurtág (2009), Wolfgang Rihm (2010), Peter Eötvös (2011), Pierre Boulez (2012), Sofija Gubajdulina (2013), Steve Reich (2014), Georges Aperghis (2015), Salvatore Sciarrino (2016), Tan Dun (2017) e Keith Jarrett (2018). 

Il compositore britannico “è universalmente riconosciuto come uno dei compositori più importanti del nostro tempo”, secondo la motivazione, che continua: “La sua scrittura raffinata e profonda al tempo stesso, si manifesta con uno stile prezioso e incisivo che scolpisce la materia sonora con la fantasia visionaria di uno scultore che sente e vede la forma prima ancora che essa cominci a materializzarsi sulla partitura.” Il riconoscimento vuole inoltre riconoscere l’importante ruolo di Benjamin come didatta, che “rappresenta per le nuove generazioni di compositori un modello unico per fantasia creativa, intelligenza di scrittura e sapienza della forma.” George Benjamin avrà anche l’onore di inaugurare l’edizione 2019 del 63° Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale il prossimo 27 settembre al Teatro Goldoni con una esecuzione in forma di concerto della sua opera Written on Skin con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. In quell’occasione a George Benjamin verrà consegnato il Leone d’Oro dal Presidente della Biennale Paolo Baratta.

Nato a Trento nel 1979, Matteo Franceschini attraverso la musica ha dimostrato “una sensibilità aperta a diverse dimensioni creative del suono”, secondo la motivazione, che sottolinea anche che “il suo percorso si distingue per l’intelligenza curiosa e indagatrice, lo stile efficace, estremamente comunicativo anche nelle forme più complesse nelle quali convergono esperienze artistiche non solo circoscritte nell’ambito della musica di scrittura, ma anche provenienti da una pratica assidua del rock.” E proprio a questo genere si ispira il pezzo commissionato dalla Biennale per il prossimo festival, Songbook per quartetto rock, ensemble amplificato e live electronics, in programma il 3 ottobre al Teatro Toniolo di Mestre con l’Icarus e dal Cantus ensemble. In quell’occasione, a Matteo Franceschini verrà consegnato il Leone d’argento. 

 

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