Una logica per elementi musicali differenziati e scissi, ricombinati e lasciati ingranare verso un'efficace quanto ambigua conclusione, contraddistingue il [mono]dialogo drammatico ¿Pia?, commissione e prima assoluta dell'Accademia Musicale Chigiana ad Azio Corghi: il compositore si è costruito il libretto dal primo lavoro teatrale della Yourcenar, dando rilievo - oltre ai personaggi - ad un coro madrigalistico dalla raffinata scrittura. Molto buona la prova degli interpreti.

Una drammaturgia del non-dicibile, dell'assenza, fatta di implosioni abbaglianti, contraddistingue il "Macbeth" di Salvatore Sciarrino, "tre atti senza nome" in prima italiana a Roma grazie ad una realizzazione di ottima qualità (sia interpretativamente, sia scenicamente).

Eduardo Notrica e l'Ensemble Musica della Corte, insieme a sei voci soliste di vario assortimento qualitativo, hanno proposto con discreto successo in prima italiana l'opera di soggetto allegorico Los Elementos, di Antonio de Lliteres. Responsabile degli spettacoli della corte borbonica a Madrid, Lliteres sintetizza le diverse tradizioni musicali nazionali, con un occhio di riguardo verso quella italiana.

Si conclude con un allestimento assai positivo, sotto tutti gli aspetti (vocale, registico, strumentale), il ciclo triennale dedicato dalla Stagione Lirica Teramana / Fondazione Tercas al teatro musicale comico italiano, con la realizzazione di due atti unici del Novecento: Agenzia matrimoniale di Hazon e Una domanda di matrimonio di Chailly hanno mostrato due aspetti (leggero e metateatrale il primo, graffiante e grottesco il secondo) di questo registro drammaturgico.

"Lalla Rukh ovvero Guancia di Tulipano, festa teatrale con canti e danza e una storia orientale di Aldo Busi" dal Festspiel berlinese "Lalla Rukh" di Spontini, commissione ad Azio Corghi e Busi del Festival Pergolesi Spontini, è andata in scena in prima assoluta a Jesi mostrando, come genuina e personale cifra, una drammaturgia sghemba, forse inevitabile nel ricreare quella ormai socialmente inarrivabile del masque aristocratico ancièn-régime, ma condotta comunque con una certa corenza nel montaggio degli elementi e nella stessa partitura corghiana.

Nell'Arena Sferisterio di Macerata, unica serata con nuovo allestimento del 2003 è stata quella che proponeva Cavalleria rusticana e Pagliacci con la regia (la prima lirica) di Massimo Ranieri: da uomo di teatro, Ranieri ha cercato di tirar fuori letture ed idee connesse con la condivisa matrice mediterranea ed adatte anche allo spazio della rappresentazione, con qualche discutibilità in alcuni particolari. Buona nella media la qualità interpretativa.

Un dittico che rilegge in maniera divergente la figura di Frankenstein è andato in scena, con risultati interpretativi e apprezzamento assai buoni, a Barga: al sarcastico e ambiguo concerto scenico di Gruber, è seguito un lavoro conciso ma drammaturgicamente denso di Battistelli, che rilegge la figura come androgina nella chiave della moderna creazione artistica.

El Cimarrón, recital per quattro musicisti (esecuzione in forma scenica) di Henze, è stato realizzato presso Macerata nella programmazione congiunta dello Sferisterio e del Festival Terra dei Teatri, in un ottimo ed incisivo allestimento: curato da Brockhaus, puntava tutto sull'elemento naturale della pietra e su un efficacissimo uso delle luci, oltreché su una componente interpretativo-musicale di ottimo livello. Successo pieno.

In un piccolo teatro restaurato alla maniera dei Bibiena, è andata in scena nell'omonima cittadina aretina la prima ripresa moderna della Semiramide Riconosciuta di Porpora su libretto del Metastasio: attraverso una realizzazione non sempre musicalmente impeccabile, è stato possibile testare la qualità della scrittura vocale e strumentale del suo autore, rinomata soprattutto per la prima componente, ma rilevante pure per la seconda.

Sabato l'Opera di Roma ha proposto al Teatro Nazionale un dittico "comico" contemporaneo consistente in un Melologo su testi di Benni da Stranalandia e nell'intermezzo Bach Haus di Michele Dall'Ongaro su libretto di De Vivo. I quattro autori (gli altri sono A. Gentile - A. Sbordoni - F. Sebastiani) si sono confrontati con l'ipotesi di un registro essenzialmente comico per la scrittura musicale contemporanea, e i risultati (per qualità dell'esecuzione e ricezione del pubblico) sembrano esser stati più che buoni.

Il Barbiere di Siviglia di Rossini è andato in scena a Teramo in un allestimento che riprendeva la regia di Maurizio Nichetti: molte soluzioni esilaranri e calzanti, ma anche alcuni vuoti ritmici, comunque ben colmati da una compagnia di canto mediamente positiva sia vocalmente sia scenicamente.

"Gattomachia" di Roberta Vacca, opera di teatro musicale elettronico per ragazzi, è andata in scena a L'Aquila, quale esito della commissione-premio dell'ultimo Concorso di composizione "Quarant'anni nel 2000": tratta liberamente dall'omonimo poema eroicomico di Lope de Vega, la partitura ha dimostrato un lavorìo accurato nella fusione reciproca degli eventi sonori (dal vivo e sul nostro) e nel filtraggio attraverso un prisma di lettura "gattesco", ma non eccessivamente descrittivo-imitativo. Ottimi gli interpreti musicali ed elettronici, ed encomiabile il lavoro registico - anche sui ragazzi - della regista Francesca Angeli.