Malta, isola operistica
La regista Barbara Diana ci racconta la storia e il futuro del Teatru Manoel
20 gennaio 2026 • 4 minuti di lettura
Nascosto dietro una austera facciata tra i vicoli di Valletta, nel cuore della capitale Maltese, si trova un gioiello architetturale e musicale, il Teatru Manoel. Commissionato nel 1731 e inaugurato il 9 Gennaio 1732 con la tragedia classica Merope di Scipione Maffei, il teatro è uno dei più antichi ancora in uso in Europa. L’idea di un teatro per ospitare i frequenti spettacoli che i Cavalieri dell’ordine di Malta organizzavano nei piani nobili dei palazzi di Valletta era stata del Gran Maestro dell’ordine, António Manoel de Vilhena, che ne aveva finanziato personalmente la costruzione ‘per una onesta ricreazione del popolo’, motto ancora presente sull’entrata principale (ad honestam populi oblectationem). Un teatro ‘all’Italiana’ probabilmente modellato sul teatro di Palermo dell’epoca, il teatro ha subito durante i quasi trecento anni della sua storia alcune modifiche, ma rimane un piccolo gioiello rococò, costruito interamente in legno dorato e con molti trompe-l'œil, soprattutto sul soffitto ‘a cupola’, marmi di Carrara e candelabri viennesi. Durante tutto il Settecento il teatro ha ospitato un esteso repertorio lirico, rappresentato da compagnie professionali di passaggio o da dilettanti. Particolarmente popolari erano i lavori di Hasse, Piccinni e Galuppi. Casaciello perseguitato da un Mago, la prima opera di Nicolò Isouard, il compositore Franco-Maltese conosciuto anche come Niccolò di Malta, fu rappresentata al Manoel nel 1793. Isouard divenne direttore del teatro nel 1798, durante l’occupazione francese dell’isola. Con l’avvento della dominazione britannica all’inizio dell’800 il teatro fu rinominato ‘Teatro Reale’, in Italiano, e affidato ad un impresario, con una stagione di nove mesi che includeva operette inglesi e il grande repertorio operistico italiano, in particolare Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi. Tra gli artisti che si sono esibiti sul suo palcoscenico nel passato più recente si annoverano Mirella Freni, Cecilia Gasdia, Rosanna Carteri, Dame Moura Lympany, Sir Yehudi Menuhin, Magda Olivero, Katia Ricciarelli, Mstislav Rostropovich e Dame Kiri Te Kanawa.
Tra il 2003 e il 2017 un notevole programma di restauri ha restituito il teatro allo splendore originale, con 3 ordini di palchi e una balconata, e circa 600 posti a sedere. I restauri sono riusciti a mantenere intatta la celebrata acustica della sala, supportata da due risorgive naturali sotto il pavimento che creano un'acustica perfetta al punto che anche dal fondo del teatro è possibile udire il direttore d'orchestra che volta le pagine.
Oggigiorno il teatro è una Organizzazione Culturale Pubblica sovvenzionata principalmente dal governo . Il ‘Manoel’ come viene affettuosamente chiamato, è considerato il Teatro Nazionale di Malta, e la sua missione è di garantire a tutti accesso alle arti, con una programmazione eclettica di danza, prosa e ogni genere musicale, supportata da varie iniziative di educazione e partecipazione, in particolare per il pubblico giovane. Oltre a produrre in proprio il Manoel collabora con altre organizzazioni pubbliche, ad esempio l’Orchestra Sinfonica di Malta, inizialmente fondata come Orchestra del Teatro nel 1968 ma dal 1997 una istituzione indipendente, e ospita produzioni esterne.
La visione del nuovo direttore artistico Adrian Mamo ambisce in particolare a riportare il teatro all’interno del circuito operistico internazionale, esaltandone la bellezza e il retaggio culturale. Recentemente il teatro ha ospitato il Valletta Early Opera festival, con una produzione de Il Parnaso Confuso e La Corona di Gluck, e ogni gennaio è sede del Valletta Baroque Festival, che quest’anno ha visto tra l’altro una produzione di Pelopida (1747), opera recentemente riscoperta del compositore italo-maltese Girolamo Abos. Nel 2026 il teatro ha incominciato una stretta collaborazione con Malta National Opera (MNO), una nuova compagnia operistica creata appositamente per promuovere la tradizione operistica maltese ma proiettata verso il futuro, per creare opportunità di collaborazioni internazionali, arricchire lo scambio culturale e allo stesso tempo rafforzare l’ecosistema artistico della nazione e servire come piattaforma per talenti locali emergenti. Alla base della filosofia della compagnia, sotto la direzione artistica di Nico Darmanin, è la convinzione che l’opera abbia il potere di trascendere i confini e di ispirare esperienze collettive che avvicinino e facciano superare le diversità. Pertanto MNO vede Malta come un possibile centro operistico nel cuore del Mediterraneo, crocevia culturale, punto d’incontro e di scambio, dove eccellenza artistica e tradizione si uniscono su uno sfondo caratterizzato da sole, storia, e bellezza senza tempo.
La collaborazione tra MNO e il Teatru Manoel si inaugura con una nuova produzione del Falstaff di Verdi, una scelta che testimonia le ambizioni della compagnia, ma allo stesso tempo un lavoro che nella volontà del compositore esalta l’ensemble. Con la direzione di Federico Tibone, la regia di Barbara Diana, scene e costumi di Stewart J. Charlesworth e un cast internazionale guidato dal baritono bulgaro Kiril Manolov, particolarmente rinomato per le sue interpretazioni del cavaliere verdiano, e che include Elisa Balbo nel ruolo di Alice, Vittorio Prato in quello di Ford, Isabel de Paolis in quello di Quickly, e lo stesso Darmanin in quello di Fenton, Falstaff aprirà con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Malta e dell’Istituto Italiano di Cultura il 22 Febbraio 2026, con repliche il 26, 28 e 1 Marzo.