Jazz Is Dead e le donne

Torna Jazz Is Dead a Torino, e noi raccontiamo la ricca partecipazione di musiciste – da Marta Salogni a DJ Storm

Valentina Magaletti Jazz Is Dead
Valentina Magaletti
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Le donne odiavano il jazz… non si capisce il motivo.

E infatti il motivo non c’è, ma mi piaceva iniziare con questo piccolo omaggio a “Sotto le stelle del jazz” e al suo autore nonché interprete Paolo Conte. Mi serviva anche un riferimento alle donne perché di loro parla questo articolo, in particolare di quelle che parteciperanno alla settima edizione di Jazz Is Dead, festival torinese a cui spesso abbiamo dedicato spazio.

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E non è neanche vero che le donne odiassero il jazz, probabilmente non sopportavano tutto ciò che gli stava intorno nei locali di provincia: l’argenteria sparita, le troppe cravatte sbagliate, i ragazzi scimmia, sempre secondo il racconto del musicista astigiano.

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Alle donne il jazz piace, soprattutto quello contaminato, imbastardito, quello che è jazz ma a ben vedere forse non lo è più oppure quello che non lo è più ma a ben vedere forse lo è ancora.

Quello insomma che si può ascoltare a Jazz Is Dead, e lo dico a ragion veduta perché ogni anno il pubblico femminile se la gioca come numeri con quello maschile, attratto forse anche dalla forte componente di artiste che concorre a comporre il cartellone. È questa un’attenzione costante degli organizzatori ma, attenzione, non siamo di fronte a una banale “quota rosa” ma piuttosto a un’opera di ricerca che quest’anno ha portato alla scelta di otto nomi importanti.

E allora vediamo un po’ meglio quali sono queste artiste.

Aunty Rayzor

Bisola Olugbenga aka Aunty Rayzor è una compositrice e rapper ventisettenne originaria di Lagos, Nigeria. Nome di primo piano nel suo Paese, dove generalmente si esibisce di fronte a migliaia di spettatori, come succede ogni anno al Felabration, il festival in onore di Fela Kuti, è arrivata al successo dopo la pubblicazione del singolo “Kuku Corona”.

Lo scorso settembre ha pubblicato Viral Wreckage, il suo album d’esordio uscito per l’etichetta ugandese Hakuna Kulala.

Sabato 25 maggio

Cindy Pooch

Nata in Francia, Cindy Pooch è cresciuta a Yaoundé, Camerun, prima di trasferirsi a Lione per studiare letteratura, coltivando la sua passione per la musica come artista autodidatta. La sua musica svaria dal trip hop al soul e al maloya, oltre alla musica dell’Africa Centrale e dell’America Latina. 

Anche lei, come Aunty Rayzor, ha pubblicato lo scorso settembre l’album d’esordio In Nomine Corpus, edito dalla casa discografica francese InFiné.

Sabato 25 maggio

DJ Storm

La “First Lady of Drum and Bass” è sempre stata conosciuta per le sue capacità al mixer e le sue selezioni esclusive. In un tragico incidente automobilistico avvenuto nel 1999, tornando a casa dopo una serata in un club, la sua migliore amica nonché DJing partner Kemistry rimase uccisa mentre sedeva al suo fianco. Qualche tempo prima Kemistry (Kemi Olusanya) e Storm (Jayne Conneely) avevano conosciuto un giovane artista di nome Goldie col quale avevano formato una trinity e creato un impero chiamato Metalheadz.

Malgrado il dolore per la perdita dell’amica, Storm ha saputo riprendersi e ricominciare a esibirsi in giro per il mondo, predicando il verbo della drum’n’bass.

Sabato 25 maggio

DJ Haram

Zubeyda Muzeyyen aka DJ Haram è una produttrice rap/electronic nonché DJ originaria del New Jersey e attualmente residente a Brooklyn, NY.

Stilisticamente versatile, Haram è conosciuta per i suoi set senza pietà di club music, le sue produzioni di folk elettronico mediorientale e le sue collaborazioni rap abrasive. Lei è anche la metà di 700 Bliss, un progetto hip hop/noise in compagnia di Moor Mother, con cui due anni fa ha realizzato Nothing to Declare per Hyperdub Records.

Il suo album d’esordio come solista dovrebbe uscire nel corso di quest’anno, sempre per la Hyperdub di Kode9.

Sabato 25 maggio

Daniela Pes

A pochi mesi di distanza dalla precedente esibizione, la cantante Daniela Pes torna a Torino per la sua partecipazione a Jazz Is Dead forte del buon successo dell’album Spira e della vittoria della Targa Tenco per il miglior esordio.

Ma vediamo come Bizarre si esprimeva nel luglio dello scorso anno nei confronti di quest’album: «Sarda, poco più di trent’anni, formazione classica da multistrumentista, arriva al suo primo disco con le idee molto chiare – aiutate peraltro dalla produzione del conterraneo Iosonouncane che ha plasmato un sound non così distante dal suo Ira del 2021. Senso della canzone a braccetto con arrangiamenti sperimentali, atmosfere che stravolgono il folk atavico con inserti digitali iper-moderni, una collisione affascinante di strumenti acustici ed elettronici, Spira suona come se i Radiohead di Kid A avessero sostituito alla campagna inglese i paesaggi desolati della Gallura».

«Esordio portentoso e un nome da appuntarsi per il futuro; se resta all’altezza di questa prova, sarà presto un riferimento assoluto del panorama italiano. Imperdibile, anche dal vivo». Immagino che dopo queste parole la voglia di vederla dal vivo sia cresciuta in maniera esponenziale.

Domenica 26 maggio

Marta Salogni & Valentina Magaletti

Nata in Italia ma residente a Londra, produttrice, sound engineer e altro ancora, Marta Salogni (che abbiamo intervistato qui) ha aggiunto il nome della batterista, percussionista e compositrice Valentina Magaletti – la “prezzemolina” di Jazz Is Dead, alla sua ennesima partecipazione – al suo lungo elenco di collaboratori, al cui interno spiccano Björk, The XX, Animal Collective e Depeche Mode.

Le due hanno collaborato lo scorso anno in Afternoon X, disco creato da Magaletti, Cathy Lucas e Susumu Mukai, in versione Vanishing Twin, e con Marta responsabile del missaggio.

Al riguardo Alberto Campo si esprimeva così: «Collocati in un indefinito altrove geografico e cronologico, i Vanishing Twin allestiscono così una messinscena al tempo stesso anacronistica e futuribile, occupando con elegante nonchalance la posizione lasciata vacante da Stereolab e Broadcast ormai più di dieci anni fa». L’esibizione delle due italiane residenti a Londra è una di quelle che aspetto maggiormente.

Venerdì 24 maggio

E mentre scrivo queste note mi arriva una mail dall’Ufficio Stampa del Festival – avvenimento che mi permette di ricordare che la responsabile è anch’essa donna, Giorgia Mortara, elemento fondamentale per la riuscita del festival nel corso degli anni – che mi informa che Salogni e Magaletti, in compagnia della giornalista musicale Chiara Colli, parteciperanno alla presentazione del libro Basta Now. Women, Trans & Non-binary in Experimental Music dell’autrice francese Fanny Chiarello

Sarà il primo talk di Jazz Is Dead, venerdì 24 maggio alle ore 17.30.

«Questo non è un libro contro gli uomini, semplicemente non parla di loro» - Fanny Chiarello

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