Impulse Response, test per una comunità d'ascolto

In Emilia una rassegna sta inventando un nuovo modo di fare concerti, e di diffonderli

Impulse Response
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Impulse Response è una rassegna a cura di Laura Agnusdei e Giulio Stermieri che si tiene in una località nascosta dell'Emilia. Una sera al mese di incontri e suoni inaspettati, con l'intento di creare una piccola comunità d'ascolto. I concerti vengono registrati e poi pubblicati in digitale su Bandcamp con acquisto up to you, mixati e masterizzati da Michele Bonifati; le grafiche sono a cura di Dario Martorana.

Ogni copertina è dedicata a un animale, protagonista della newsletter che mensilmente invita all'evento, raccontando aneddoti sul rapporto tra mondo animale e suono.

Da novembre 2021 ad aprile 2022 Impulse Response ha ospitato Nickel Kosmo, Stefano Pilia, Glauco Salvo, Carlo Maria, CBD Trio, Effe Effe. Altri eventi arriveranno.

Lasciamo dunque la parola al dialogo tra Giulio e Laura, gli animatori di questa bella idea fatta spazio, suono e carne, ancora più importante in quanto realmente dal basso e in quanto tentativo coraggioso di trovare una strada reattiva e creativa allo sprofondo in cui la situazione pandemica di questi due anni ha trascinato le possibilità di certe musiche e di certi spazi di offrire una strada altra. Anche questo, del resto, è un test per una comunità d’ascolto.

LAURA AGNUSDEI: «Quando hai iniziato a desiderare di ospitare nel tuo studio una rassegna di house concert?

GIULIO STERMIERI: «Dal 2018 vivo in una casa molto grande dove ho la fortuna di avere uno spazio in cui tenere tutta la mia strumentazione, fare prove e registrazioni con i miei progetti. È in campagna e dunque non ho limiti d'orario né di volume: fin da subito mi è sembrato un luogo perfetto per essere aperto ad altre persone. Negli anni è cresciuta sempre più la consapevolezza che il privilegio dato dalla mia condizione dovesse essere condiviso il più possibile. Poi ovviamente sei stata tu a incoraggiarmi ad iniziare Impulse Response, anche perché avevi già curato altre rassegne in Olanda. In che cosa questa esperienza differisce per te da quelle passate?».

LAURA AGNUSDEI: «Secondo me è decisivo il fatto che l'evento si diffonda tramite il passaparola e formule più narrative come la newsletter e che la location sia fortemente periferica. Questo determina che le persone che decidono di prendere la macchina e raggiungerci in mezzo alla campagna compiano questa scelta motivati da due fattori (che non si escludono a vicenda): una genuina curiosità e/o un senso di amicizia verso chi li invita a partecipare. Questo, unito al fatto che si venga accolti dentro uno spazio privato, crea un clima intimo, fuori dalle logiche di commercio, promozione sfrenata e hype che invece sono alla base di molti altri eventi».

«Come ti immaginavi la programmazione musicale e come invece si è concretizzata?».

GIULIO STERMIERI: «Abbiamo scelto l'espressione “suoni inaspettati” per evitare ogni etichetta di genere. Ascoltando musiche molto diverse tra loro, avrei trovato una forzatura autoimporci categorie estetiche; inoltre immaginando anche l'aspetto relazionale che c'è dietro l'organizzazione di eventi, anche i nostri amici (musicisti e non) frequentano mondi musicali anche molto lontani tra loro. È bello poter immaginare che Impulse possa accogliere tutte queste direzioni lasciando così la possibilità a chi partecipa di essere sorpreso. Devo dire che la concretamente la programmazione non si è rivelata distante dall'idea originaria, finora sono stato felice di essere in primo luogo fruitore di tutti i concerti prima ancora che organizzatore».

LAURA AGNUSDEI: «Certamente non nascondiamo che per questioni di spazio e budget la rassegna fino ad adesso si sia prestata meglio ad ospitare progetti solisti, ma cerchiamo sempre soluzioni per non limitarci!».

GIULIO STERMIERI: «Ritornando alla questione sui ruoli di cui accennavo prima, il tuo sicuramente è più articolato dato che fino ad adesso hai aperto tutte le serate con un DJ set. Come si è evoluta la tua selezione anche in relazione agli artisti che abbiamo ospitato?».

LAURA AGNUSDEI: «Si tratta sempre di una selezione mirata all'ascolto più che al ballo, almeno prima del concerto! Da quando sono passata ai vinili e alle cassette la scelta a mia disposizione si è leggermente ristretta, ma fatta per questo più ardita negli accostamenti, che non escludono di passare da un disco di Grace Jones a una traccia di musica indiana ad esempio... Per chi fosse interessato a dar un occhio, ho creato un profilo Buy Music Club dove creo liste in cui si possono ritrovare su Bandcamp i brani che metto in scaletta, divisi per serata. Vedo il DJ set come un'ulteriore occasione di diffondere il lavoro sotterraneo di tanti artisti validi e inoltre nelle liste di Lamb of Gold troverete sempre incluse anche le nostre release, nate dalla registrazione dei concerti che ospitiamo, questa è stata un'idea tua...».

GIULIO STERMIERI: «Quello dell'etichetta era un piccolo sogno che avevo dai tempi del liceo, ha probabilmente qualcosa a che vedere con il mio amore per la catalogazione dei dischi, per le edizioni monografiche, le date di uscita,... Ho poi scoperto che trovo appassionante poter promuovere non solo la mia musica ma anche quella di altri artisti che stimo!».

«Al momento Impulse Response Records è una netlabel su Bandcamp, piattaforma che ci teniamo ad adottare per la sua attitudine di comunicazione diretta con l'artista sulla quale si è sempre basata, rispetto ai vari Spotify, Apple Music, sui cui demeriti non penso ci sia più bisogno di spendere ulteriori parole. L'etichetta ha due funzioni principali: la prima è quella di valore documentario. Per questo cerchiamo di preservare il più possibile la dimensione live grazie al meticoloso lavoro di Michele Bonifati che, dopo aver registrato i concerti, li mixa e masterizza nel suo Osvald Studio. Dall'altro lato tutti i dischi sono disponibili con la formula up to you e tutto il ricavato viene reinvestito nell'organizzazione dei nostri eventi (e di questa concessione ringraziamo infinitamente gli artisti coinvolti). Ma adesso penso sia giunto il momento di parlare di animaletti!».

LAURA AGNUSDEI: «Ogni concerto viene annunciato tramite una newsletter che oltre alle info logistiche e artistiche racconta ogni mese un aneddoto legato adun animale appartenente alla fauna che circonda la nostra secret location. In particolare raccontiamo come questi animali comunicano, cacciano, si accoppiano, si muovono grazie all'uso del suono. Il tono della newsletter varia dal serio al faceto, passando senza pudore da una poesia di Gozzano ad un meme famoso».

«Grazie all'eleganza delle grafiche psichedeliche di Dario Martorana, gli animali diventano protagonisti anche delle locandine e delle copertine dei nostri dischi. Quest'idea è nata grazie alla lettura di Pianeta acustico di Trevor Cox, libro nel quale ho scovato la prima delle nostre storie, quella del pipistrello Glossophaga Commissarisi e della fantastica Marcgravia Evenia, la pianta che ha sviluppato delle foglie paraboliche per far rimbalzare al meglio gli ultrasuoni con cui si orientano nello spazio i suoi impollinatori. Ho trovato questo aneddoto in completa risonanza con il nome che avevamo scelto per la nostra serie».

GIULIO STERMIERI: «Impulse Response è stata una tua proposta che mi è piaciuta subito, anche visti i miei trascorsi ingegneristici: nella teoria dei sistemi la risposta all'impulso descrive il comportamento nel dominio della frequenza di un dato sistema soggetto ad un particolare segnale in ingresso. Questo termine oltre a essere connesso con pratiche che riguardano il mondo sonoro, descrive bene il tentativo di organizzare una rassegna e un'etichetta che rimangano in ascolto della comunità che vive intorno alla musica, da chi la produce a chi la fruisce».

LAURA AGNUSDEI: «Di questo termine mi piace molto l'idea di “test”, infatti abbiamo sempre proceduto per gradi, muovendoci passo passo per capire ogni mese come far funzionare al meglio le serate, specialmente quest'inverno quando la pandemia rendeva tutto molto delicato. Abbiamo cercato di rendere gli ostacoli un'opportunità di sperimentare nuove forme di condivisione, prendendoci anche dei rischi che spesso ci hanno dato grandi soddisfazioni. È questo il caso del workshop “Field Studies” di Glauco Salvo, che, benedetto da una mite giornata di gennaio e riscaldato da un po' di vin brulè, è stato il nostro primo evento all'aperto, ma non l'ultimo! Per il prossimo appuntamento sarà infatti sposteremo il trattore per creare un palco sotto la tettoia del casotto e far risplendere al tramonto le performance dei So Beast (postgenre tripexpery live hop duo) e la Discoteca di Stato di Ich.Bin.Bob. Inoltre per la prima volta ospiteremo anche un'installazione sonora, “Carena” di Mattia Loris Siboni ed avremo un guest dj: DJ Eoto, che aprirà le danze con ritmi afrofuturisti».

GIULIO STERMIERI: «Dai mesi estivi Impulse Response dialoga poi con la neonata associazione GrabinSky Point di Bologna, confidando che questo consolidarsi di relazioni permetta di immaginare insieme cose nuove. Tra le prospettive che ci affascinano sicuramente c'è una maggiore interazione con emittenti radio locali e l'organizzazione di residenze artistiche».

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