Sogni e trasfigurazioni si inseguono sulle rive del Lago di Como

Un lungo e applaudito concerto, dedicato a due grandi autori viennesi, chiude il Festival Musica sull’Acqua

Festival Musica sull’Acqua
Festival Musica sull’Acqua
Recensione
classica
Abbazia di Piona, Colico
Festival Musica sull’Acqua
25 Luglio 2018

Intimamente legata all’idea del Sogno – il tema scelto per il Festival Musica sull’Acqua 2018 – la Notte trasfigurata (Verklärte Nacht) di Arnold Schönberg ha concluso in modo più che appropriato l’ultimo concerto in programma all’Abbazia di Piona, a Colico, per questa XIV edizione. Concerto che ha visto, accanto al lavoro scritto da Schönberg nel 1899, la presenza un’altra opera di importanza vitale per la storia della musica. Viennese anch’egli, Schubert infatti col suo Quintetto per archi D. 956, terminato a poche settimane dalla morte, non solo ha realizzato un brano denso di presagi – come se a porre termine alla vita fosse il passaggio a una dimensione diversa – ma ha dato una propria originale risposta alla necessità di realizzare qualcosa di nuovo, a quella spinta creativa da cui nasce l’opera d’arte. E dunque ancora una volta il tema del Sogno, questa volta come visione dell’artista.

Nell’incantevole chiostro dell’Abbazia di Piona, sulle rive del Lago di Como, i violini di Francesco Senese (direttore artistico del Festival) e Corinne Curtaz, la viola di Simone Briatore e il violoncello di Patrizio Serino – musicisti che proprio a Colico hanno iniziato diversi anni fa una proficua collaborazione cameristica – si sono uniti al violoncello di un illustre interprete come Clemens Hagen per l’esecuzione del capolavoro di Schubert. Eccellente la loro compattezza per quest’opera che sfrutta la particolarità dell’organico (un secondo violoncello al posto della più consueta seconda viola) non solo in funzione di un effetto timbrico complessivamente più scuro, ma soprattutto per combinazioni strumentali assolutamente originali. Bellissimo, tra gli altri, il colore scelto per il dolcissimo secondo tema che caratterizza l’Allegro ma non troppo che apre questo ampio quintetto, esposto prima dalla calda voce dei violoncelli e poi ripreso dagli altri. Il gioco di ‘alleanze’ tra strumenti che caratterizza questa intensa pagina di Schubert, con la viola dell’ottimo Briatore pronta a dar sostegno ai due violini o viceversa ai due violoncelli, è emerso sempre in modo chiaro e, al tempo stesso, assecondando il clima espressivo dei vari movimenti, fino a quella vigorosa danza ‘all’ungherese’ che esplode letteralmente nell’Allegretto finale.

Più complessa l’esecuzione del brano di Schönberg– per il quale è arrivata anche la viola di Josep Puchandes – data la necessità di una profonda intesa tra gli esecutori, chiamati a dar voce a linee musicali notevolmente indipendenti tra di loro, considerati anche gli ampi orizzonti di scrittura presenti in questo lavoro. Nota in Italia soprattutto nella successiva versione per orchestra realizzata dall’autore nel 1917, Verklärte Nacht nell’esecuzione di un sestetto d’archi acquista un carattere ancor più legato all’espressionismo, riportando all’essenzialità delle sei parti strumentali tutta la complessa gamma di cromatismi e di raffinate soluzioni timbriche che caratterizza questo lavoro. A parte qualche momento in cui il discorso musicale è sembrato un po’ troppo spinto in avanti, l’esecuzione del brano di Schönbergè stata complessivamente di eccellente livello, accolta da lunghi applausi finali del pubblico, che ha seguito un concerto di circa due ore di durata senza accusare il minimo cedimento, in questo supportato dalla classe e dalla bravura che l’intero gruppo di esecutori ha messo in gioco.

Si è così concluso il Festival Musica sull’Acqua, che si era aperto circa un mese prima dando spazio a quell’innovativo progetto costituito dalla MACH Orchestra, all’interno della quale giovani strumentisti provenienti da diverse nazioni si sono confrontati e hanno collaborato con le prime parti di diverse orchestre, molte delle quali legate al nome di Claudio Abbado. Il Sogno è dunque anche questo, una visione per il futuro delle nuove generazioni di esecutori e l’opportunità offerta loro di una significativa esperienza in una delle più affascinanti località che si affacciano sul Lago di Como.

 

 

 

 

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