Senzaspine per tutti

Partecipatissimo l’ultimo concerto dell’orchestra di giovani bolognese

Orchestra Senzaspine
Orchestra Senzaspine
Recensione
classica
Auditorium Manzoni, Bologna
Orchestra Senzaspine
11 Novembre 2022

Come spessissimo accade per gli eventi dell’Orchestra Senzaspine, anche il loro ultimo concerto a Bologna è stato partecipatissimo: piena era infatti la sala dell’Auditorium Manzoni, soprattutto di giovani. E proprio ai giovani è dedicato il progetto artistico e di comunicazione che l’Orchestra Senzaspine porta avanti da tempo, con risultati incoraggianti.

L’efficacia del progetto è testimoniata anche dalla cura con cui vengono selezionati i brani in programma, come è stato anche quello della serata, trasversale e accattivante anche per i neofiti: nella prima parte brani jazzistici per grande orchestra, con sassofono solista il primo, pianoforte il secondo, seguito da una grande pagina del repertorio sinfonico del Novecento. In apertura è stata eseguita infatti una prima mondiale della nuova opera di Luigi Grasso per sassofono (suonato dall’autore) e orchestra, la “Sinfonia Dantesca”, seguita dalla notoriamente ammiccante e danzereccia “Rhapsody in blue” di Gershwin (al pianoforte un Pietro Beltrami in ottima forma) e infine, in chiusura, la Sinfonia n. 5 di Shostakovich.

Tommaso Ussardi era in testa all’orchestra con un piglio cronometrico, ma generoso di suono, e ha raggiunto con trasporto gli estremi volume, con grandiose aperture sognanti o passaggi intimistici e in pianissimo.

Palpabile è stato l’entusiasmo del pubblico, che ha richiamato orchestrali e solisti sul palcoscenico a più riprese.

 

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